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Il caro-gasolio colpisce anche l’agricoltura

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La paralisi che ha colpito il settore pesca potrebbe colpire anche il lavoro agricolo. Il gasolio, arrivato a costare un euro e dieci centesimi al litro, rischia infatti di mettere in ginocchio anche le aziende agricole di Capitanata. L’allarme viene dalla Copagri (Confederazione Produttori Agricoli) di Foggia.
Secondo il presidente provinciale Luigi Inneo si tratta di una situazione preoccupante che incrementa sensibilmente i già pesanti costi di produzione che gravano sulle imprese agricole. All’aumento del prezzo del carburante – continua Inneo – si aggiunge anche la preoccupazione per una nuova normativa che prevede l’obbligo di cisterne per conservare il gasolio. Cisterne che hanno un costo considerevole e che inoltre, per motivi di sicurezza, devono necessariamente essere ubicate in locali appositi o ad una distanza minima di duecento metri dai fabbricati. Il problema nasce sia per il rischio furti ma anche per la difficoltà logistica di trovare una collocazione alle cisterne che risponda alla normativa. Per questo motivo "la Copagri , dichiara il presidente, proporrà all’Ente regionale competente di sostituire la consegna del gasolio con la distribuzione agli agricoltori di buoni carburante d’importo equivalente. In questo modo – evidenzia Inneo – i produttori agricoli potranno rifornirsi di gasolio direttamente presso le colonnine di distribuzione, con un sensibile risparmio economico ed una maggiore tranquillità nell’approvvigionamento".


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