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112 Europeo: il servizio universale di emergenza dell’Unione

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E’ partita il 3 giugno, la nuova campagna di promozione della chiamata di emergenza europea, il 112, un servizio universale attivo ormai in tutti i paesi dell’unione ma ancora poco conosciuto. Il numero non si sostituisce a quelli nazionali ma li integra, smistando le richieste in base al tipo di emergenza attraverso una centrale operativa dotata di personale poliglotta.
Secondo l’Eurobarometro sono ancora pochi i paesi in cui l’esistenza di questo servizio è davvero nota (indagine in pdf). Solo il 22% dei cittadini dimostra di sapere di cosa si tratti, questo soprattutto a causa di ritardi nell’implementazione del servizio da parte dei governi nazionali e della mancanza di una campagna di comunicazione adeguata e diffusa.Istituito nel 1991, ha visto la sua diffusione vincolata dalle politiche delle società di telecomunicazioni degli stati membri, pur essendo stato adottato ormai da anni come numero unico da Svezia Danimarca e Olanda, proprio in ottemperanza al progetto di un sistema di gestione dell’emergenza su scala europea. Il progetto nasce dall’idea di unificare le procedure a livello comunitario, ma è evoluto nel tempo in una vera e propria necessità operativa, in virtù dei sempre maggiori spostamenti dei cittadini europei all’interno del territorio dell’Unione.Tra i primi problemi della maggiore mobilità c’e’ infatti l’attivazione delle procedure di emergenza quando urgenza, scarsa conoscenza del territorio e barriere linguistiche rendono spesso difficile la comunicazione tra operatori dei diversi settori della protezione civile e vittime.Significativa inoltre la problematica legata alla georeferenziazione dell’emergenza, su cui entra in scena la tecnologia. Grazie a una serie di accordi sviluppati con i diversi operatori di telecomunicazione, non è solo la gratuità da fisso e mobile ad essere garantita, ma anche la condivisione di informazioni critiche come la geo-localizzazione della chiamata, che permette all’operatore di identificare con precisione le coordinate dell’incidente anche in presenza di notizie insufficienti. Molto interessanti in senso tecnologico anche le evoluzioni del progetto che spaziano da una piattaforma multicanale che integra voce e audio video, "TotalConversation", alla tecnologia di sicurezza per autoveicoli "eCall" che lancia una chiamata d’emergenza in caso di incidente fornendo dati circa l’entità del problema e la sua localizzazione, e facendo partire automaticamente i soccorsi. Nei progetti dell’Unione tutti i nuovi veicoli in produzione dal 2010 in poi dovranno essere dotati di eCall, integrandosi in modo più efficace con la numerazione 112 e risolvendo il problema delle false chiamate che costituiscono un grave impedimento al lavoro dei soccorritori.Il sito dedicato al 112 – http://ec.europa.eu/112 – offre una panoramica interessante sullo sviluppo del progetto tra eccellenze, come i bassi tempi di risposta mediamente inferiori ai 20 secondi, e inefficienze di alcuni stati membri. Tra questi l’Italia, soggetta a procedura di infrazione per la mancata comunicazione del servizio e l’implementazione vera e propria di alcuni aspetti legati alle chiamate da cellulare. Oltre a fornire un quadro sul livello della diffusione del servizio e dei suoi termini, il sito del 112 europeo spinge alla partecipazione, richiedendo a cittadini e operatori del settore di segnalare tutte le campagne di comunicazione o le modalità attraverso cui il 112 viene valorizzato dalle diverse amministrazioni.Maria Costanza Candi
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