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Il futuro del PD a Vieste ci convince ancora?

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Intervento sul PD di Vieste di Michele Eugenio Di Carlo, componente dell’Assemblea Regionale  del Partito Democratico.
A fine luglio 2007, Guglielmo Minervini pubblicava sulla stampa e in internet il documento "Il futuro ci convince”, condiviso da rappresentanti diversi della società civile e della politica pugliese, partendo dal bisogno e dalla necessità di offrire un contributo partecipato alla nascita del Partito Democratico, aprendo al contributo di soggetti che guardavano idealmente alla politica in modo programmatico.
     Gran parte della Margherita del Gargano Nord e parte di quella di Vieste aderivano a questo documento con la speranza di rinnovare la politica, convinti di sperimentare forme nuove di partecipazione in grado di mettere al centro le persone, il loro valore, la loro domanda di senso.

Il documento affermava con forza che….”il Partito Democratico ha un senso se libera le energie bloccate, soprattutto quelle dei giovani, se sprigiona le idee, le speranze, le passioni perché diventino una forza che incide nei cambiamenti. Anche qui in Puglia il cambiamento deve riguardare il metodo. Il Partito democratico deve nascere da una discussione pubblica, e quindi condivisa, piuttosto che dalla vecchia pratica oligarchica delle deleghe dall’alto …. “
     Per realizzare il nuovo PD occorreva innalzare una barriera insormontabile tra chi tiene fermo lo sguardo sui problemi e sulle soluzioni da chi utilizza i problemi per giocare partite personali e di potere, occorreva disegnare un piano di azione condiviso verso cui muovere e unificare le diverse anime e culture, occorreva sconfiggere l’idea di una politica che governa dall’alto, fatta di gerarchie auto referenti e feudali, di apparati che privano i cittadini del giusto e necessario protagonismo per divenire semplici spettatori di un film già visto.
     Ci siamo riusciti? A Vieste, sicuramente no!
     A sette mesi dalle primarie di ottobre è tempo di bilanci!
Il partito nato per includere le diverse anime ha escluso e diviso, i giovani che dovevano rappresentare il rinnovo della classe dirigente sono già vecchi, non hanno saputo o voluto muovere le passioni, svegliare le coscienze, fare sognare una città diversa da quella governata da sempre dal centro-destra. Il partito ha generato sfiducia, malessere, distacco, qualunquismo.
 Non abbiamo segnato la differenza dai nostri avversari, anzi rischiamo di usare la politica come loro.

     La gente ci giudica, giustamente, come una casta che difende i propri privilegi.
 Abbiamo sonoramente perso le elezioni provinciali, non perché il candidato non fosse valido, ma perché abbiamo prodotto una nuova classe dirigente virtuale, non rappresentativa di tutto il PD e di gran parte del centro-sinistra, in un nuovo partito già nato vecchio, segnato da contrapposizioni, da scontri, da logiche di potere piuttosto che da slanci ideali sulle reali questioni tematiche. Finora, tra personalismi e verticismi, abbiamo prodotto un partito senza politica, alle primarie abbiamo promesso una svolta nei metodi e non l’abbiamo realizzata, alle vecchie oligarchie se ne sono aggiunte di nuove.
      Ora basta! Che ognuno assuma la propria responsabilità rispetto ad un impegno politico autentico e vero! Il futuro del centro-sinistra a Vieste, ma anche a Foggia e a Bari, ci impone di non sprecare la riflessione che la sconfitta elettorale ci offre.
    Che il PD a Vieste diventi un partito di cittadini attivi, una comunità di cervelli, di idee, di progetti, che si ritorni a parlare di diritti, di salute pubblica, di sicurezza, di beni ambientali e culturali, di futuro per i giovani, di nuove e migliori prospettive economiche, sociali e culturali per la città.
    Solo così, e non altrimenti, il futuro del PD a Vieste potrà ancora continuare a convincere.

Il Componente Assemblea Regionale PD
Michele Eugenio Di Carlo


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