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Tagli sanità, a rischio ospedali di Torremaggiore e Monte Sant’Angelo

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Gli ospedali di Torremaggiore e Monte Sant’Angelo hanno un presente e un futuro comune. Hanno meno di 70 posti letto e non ci sarà bisogno di atti aziendali dei manager per conoscere il loro destino. La giunta regionale, approvando il disegno di legge sul piano della salute, ha decretato che in tre anni vanno riconvertiti «in più utili strutture sanitarie territoriali». Quindi ospedali di comunità, residenza sanitarie per anziani, distretti, case della salute, poliambulatori.
Per la giunta Vendola è prioritario che i posti letto servano per creare la cardiochirurgia in provincia di Foggia, la neuropsichiatria infantile a Lecce, un centro grandi ustionati a Foggia, un’unità spinale a Bari, Foggia e Brindisi e una chirurgia maxillo-facciale a Lecce e a Foggia. A disposizione ci sono 700 posti letto che col vecchio piano non sono stati assegnati. A rischiare è anche l’ospedale di San Marco in Lamis che, pur avendo più di 70 posti letto, non è classificabile nè come di base nè come intermedio. Per questo la giunta regionale dispone la sua ‘distrettualizzazione’ con l’ospedale di base o intermedio più vicino. In sei mesi i direttori generali dovranno indicare quali ospedali riconvertire in strutture territoriali e quali potenziare per farne strutture coi requisiti richiesti.


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