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Da sei mesi senza stipendi, stato di agitazione e sciopero della fame a Rignano Garganico

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Stato di agitazione a Rignano Garganico per i soci e i soci-lavoratori della Cooperativa “Araiani” (azienda di servizi e lavoro) che non percepiscono gli stipendi da quasi sei mesi. La comunicazione ufficiale della decisione dell’Assemblea Straordinaria dell’azienda, convocata sabato 14 giugno 2008 presso la sala consiliare del Comune, è stata inviata al Prefetto di Foggia, Sandro Calvosa e al sindaco di Rignano Garganico, Antonio Gisolfi.
La Cooperativa, socia del Consorzio “Gargano Verde” di Mattinata, sta portando a termine per conto di quest’ultimo sodalizio lavori di riqualificazione idro-geologica e di riforestazione del versante est della collina rignanese (nello specifico la contrada “Demanio”), grazie ad un finanziamento POR messo a disposizione del Comune dalla Comunità Europea, dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Foggia. Finora sono state messe a dimora 9.800 piante, disposte in piazzole realizzate con le collaudate tecniche di ingegneria naturalistica e utilizzando quello che la natura mette a disposizione (massi, terreno, ecc.), stando sempre attenti a non disturbare o a non alterare l’orografia dei luoghi e ripristinando l’ambiente, deturpato da anni di incuria dell’uomo e dall’erosione del tempo, riportandolo allo stato originario. Dall’ultimo stato di avanzamento dei lavori, documento che attesta l’effettiva esecuzione delle opere, “Araiani” ha un credito di circa 132.000 Euro. La Regione ha inviato nelle casse municipali lo scorso 27 maggio poco più di 75.000 Euro di acconto, utile all’azienda per garantire gli stipendi ai soci e ai soci-lavoratori e quietanzare le ditte fornitrici. Questi soldi, però, stentano ad essere trasferiti alla Cooperativa, con enormi disagi per i lavoratori, tra cui molti ex-detenuti, disadattati sociali, disoccupati cronici (quasi tutti padri di famiglia) e giovani che non vogliono emigrare e vogliono continuare a lavorare e a sognare un futuro migliore nella terra che gli ha dato i natali, in un Sud che pensa sempre meno ai disagiati e a chi ha estrema difficoltà nell’inserirsi o nel reinserirsi nel tessuto sociale ed occupazionale. A tal proposito il presidente della Cooperativa, Angelo Del Vecchio, annuncia il suo sciopero della fame e della sete a partire da stamane. L’iniziativa e lo stato di agitazione proseguiranno ad oltranza fino a quando non saranno rispettati tutti i diritti dei soci, dei soci lavoratori e dell’azienda, che sta portando a termine lavori che altri invidiano e che sono diventati oggetto di studio per università italiane e straniere (tesi di laurea sul cantiere saranno pubblicate a breve a Roma, Università “La Sapienza”, a Tokyo e a Budapest). Le pessime condizioni economiche dei soci e dei soci-lavoratori dell’azienda stanno esasperando al limite del sopportabile gli animi e si teme il ripetersi di atti non consoni al comportamento umano, già verificatisi in un recente passato ai danni del presidente Del Vecchio. “Facciamo appello al Prefetto e al Sindaco – spiega quest’ultimo – perché, con la Costituzione Italiana alla mano, si facciano garanti del lavoro e dei lavoratori, senza badare troppo alle quisquiglie formali messe in campo da altri”.

Il Presidente Angelo Del Vecchio


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