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La manovra «grazia» la Provincia di Bari

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Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge e al disegno di legge che compongono la manovra triennale. Tra le novità: salta l’abolizione delle Comunità montane e di nove Province delle aree metropolitane (tra cui Bari); torna alla ribalta la Banca del Mezzogiorno SpA; viene reintrodotto il job on call (o lavoro intermittente), arriva il piano «anti-fannulloni» e si fanno i primi passi verso il nucleare.
Tagli a ministeri ed enti locali, stangata su banche, assicurazioni e petrolieri. Ma anche liberalizzazione dei servizi pubblici e della rete dei carburanti. E poi, piano «anti fannulloni» e apertura delle imprese in un giorno. Queste alcune delle principali misure contenute nei provvedimenti che compongono il piano triennale del Governo e che, nei fatti, anticipano la Finanziaria.

La manovra prevista nell’arco dei prossimi tre anni sarà pari a 34,8 miliardi di euro. Per il 2009 l’intervento previsto sarà di 13 miliardi, mentre nel 2010 si prevede una manovra di 7,1 miliardi e nel 2011 l’intervento correttivo dei conti pubblici salirà a 14,6 miliardi. L’obiettivo per quest’anno è un rapporto deficit-pil intorno al 2,5% già da quest’anno e procedere alla flessione del debito.

Ecco i sintesi i principali capitoli:
– TAGLI: ammontano a circa 10 mld e si spalmeranno tra ministeri ed enti locali. Per questi ultimi si tratta di 3,4 mld a regime. I costi intermedi dei ministeri dovranno scendere del 22%. Il risparmio annuale stimato è attorno a 3-4 miliardi di euro.
– PROVINCE E COMINITA’ MONTANE: Salta, almeno per ora, l’abolizione delle Comunità montane e di nove Province delle aree metropolitane. Si sarebbe invece deciso di rimandare la discussione di queste questioni a settembre. Dopo l’estate verrebbe quindi ripreso il confronto ripartendo dal Codice delle autonomie per una riforma complessiva dei diversi livelli istituzionali.
– ROBIN TAX: si tratta di una tassa ‘una tantum’ che colpisce la valorizzazione delle scorte stoccate dalle compagnie. Si tratta di tutti quei prodotti, cioè, che sono stati, acquistati quando il prezzo del petrolio era inferiore all’attuale. Già da quest’anno si impone di valorizzare le scorte in base ai prezzi attuali del greggio, agendo con una tassazione calcolata sul «delta» dell’Ires. L’intervento dovrebbe far incassare 800-900 milioni di euro.
– BANCHE E ASSICURAZIONI: Si allarga la base imponibile Ires e Irap, il Governo conta di incassare 1,5 miliardi. Salta l’obbligo di ricorrere ad assegni non trasferibili o sistemi di pagamento elettronico, per gli importi superiori a 100 euro. Torna alla ribalta la Banca del Mezzogiorno voluta dal ministro Tremonti: si tratta di una nuova spa, con un capitale iniziale di 5 milioni (da restituire entro 5 anni). Previsto il ritorno della soglia massima dei 12.500 euro per i trasferimenti in contante e per gli assegni non trasferibili.
– CARO-PETROLIO: Il meccanismo di sterilizzazione dell’effetto degli aumenti del petrolio sul prezzo dei carburanti, previsto dalla scorsa Finanziaria, sarà automatico e non più discrezionale. La diminuzione delle accise sarà sempre adottata quando il prezzo internazionale del greggio aumenterà in misura pari o superiore, nella media trimestrale, a due punti percentuali rispetto al valore indicato del Dpef, che sarà in via esclusiva quello di riferimento.
– LAVORO E PENSIONE: Sarà interamente cumulabile il reddito da pensione (di vecchiaia, anzianità, invalidità) con quello da lavoro dipendente ed autonomo. La misura sarà applicata anche nei confronti dei trattamenti pensionistici liquidati in precedenza. Il costo previsto è pari a 350 milioni di euro. Rispunta il cosidetto job on call (o lavoro intermittente) previsto dalla legge Biagi era stato abolito con la legge che aveva recepito il protocollo sul welfare. In arrivo anche ritocchi alla legge di attuazione del Protocollo sul welfare per quanto riguarda i contratti a tempo determinato.
– PIANO CASA: Famiglie a basso reddito, giovani coppie, anziani, studenti fuori sede e immigrati regolari. Questa la platea che potrà beneficiare di aiuti consistenti per l’acquisto della prima casa. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento verrà varato un Piano Nazionale per la realizzazione “di misure di recupero del patrimonio abitativo esistente o di costruzione di nuovi alloggi”.
– SERVIZI PUBBLICI LOCALI: Si avvia la loro liberalizzazione, attraverso l’affidamento della gestione a società di capitali individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista pubblica e privata, nella quale il socio privato detenga una quota non inferiore al 30%. E’ comunque possibile il ricorso in house nei casi di fallimento di mercato ma i paletti aumentano: in questo caso, infatti, i titolari della gestione di servizi pubblici locali non possono esercitare ulteriori servizi nè partecipare a gare in altri ambiti territoriali.
– NUCLEARE: Entro il 2008, verranno individuati i criteri per localizzare le nuove centrali. Sarà una delibera Cipe, su proposta del ministro dello Sviluppo economico a definire le «tipologie degli impianti di produzione elettrica nucleare che possono essere realizzati nel territorio nazionale». Identica strada sarà utilizzata per «stabilire le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione e di esercizio degli impianti».
– SANITA’: Scende da 1 miliardo a 250 milioni di euro il taglio per il 2009 alla sanità delle Regioni. Non solo. Ricette mediche e specialistiche dei medici del servizio sanitario nazionale viaggeranno solo on line. Il progetto avrebbe durata quadriennale partendo dal
2009 e arrivando a regime nel 2012.
– MANAGER: La scure di Tremonti si abbatte sui manager pubblici. Il loro stipendio sarà tagliato del 25%. In arrivo anche un taglio al numero dei consiglieri di amministrazione delle società non quotate e direttamente o indirettamente controllate dallo Stato: dovranno essere ora minimo cinque e massimo sette.
– MULTE PER CHI ‘SPIA’ CONTRIBUENTI: Arrivano multe salate per chi verrà scoperto a spiare i dati sui contribuenti. Le sanzioni vanno dai 5.000 fino ai 30.000 euro. Ma può essere aumentata «sino al triplo», proporzionalmente alle condizioni economiche di chi contravviene.
– PIANO «ANTIFANNULLONI»: Taglio della busta paga per i dipendenti che presentano finti certificati medici o anche per i travet che dopo aver timbrato il cartellino lasciano gli uffici. Insomma, si prospettano tempi duri per i «furbetti» della P.A., che oltre alla decurtazione dello stipendio, si macchieranno del reato di truffa aggravata e potranno essere licenziati alla fine del procedimento disciplinare.
– IMPRESA IN UN GIORNO: Basta con le lungaggini burocratiche, presto si potrà aprire un’impresa in un giorno soltanto. In pratica si potrà avviare un’impresa presentando una semplice autocertificazione e prevede controlli successivi, senza che l’azienda debba interrompere l’attività.
– MISTER PREZZI: Più poteri e maggiore autonomia per Mister Prezzi. Ora potrà avviare indagine conoscitive «finalizzate a verificare l’andamento dei prezzi di determinati e servizi» con il supporto operativo della Guardia di Finanza. Sono ufficialmente a sua disposizione, poi, i dati Istat, Ismea, Uniocamere e camere di commercio. Il Garante può convocare, in autonomia, le imprese e le associazioni di categoria interessate al fine di verificare i livelli di prezzo.
– EDITORIA: Arriva la semplificazione anche per il settore dell’editoria. Ferme restando «le somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato» per il comparto, verranno snelliti i procedimenti: verranno semplificate, quindi, sia «la documentazione necessaria per accedere al contributo», sia «le fasi del procedimento di erogazione che potrà essere garantito anche attraverso il ricorso a procedure informatizzate». Non solo. Il contributo dovrà essere erogato «entro e non oltre l’anno sucessivo a quello di riferimento».


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