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Porto turistico di Vieste sono arrivati altri finanziamenti

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Potrebbe entrare in attività già questa estate il nuovo porto turistico di Vieste. L’intenzione del raggruppamento d’impresa “Cidonio-Acquatecno”, che si è aggiudicato l’appalto per la gestione e il completamento dell’importante infrastruttura, è di bruciare i tempi e recuperare i ritardi accumulati con il ricorso al Tar proposto, e respinto, dalle imprese concorrenti. Stando alle ultime notizie, il porto potrebbe entrare in funzione a luglio. D’altra parte il primo lotto è pronto e aspetta solo di ospitare le imbarcazioni di varia stazza che vorranno attraccare ricevendo ogni tipo di assistenza e servizio. Tra qualche giorno lo si vedrà tutto illuminato essendo in corso proprio in queste ore i lavori di allaccio alla rete elettrica cittadina.
Intanto, sul fronte del porto va detto che nei prossimi mesi arriveranno cospicui finanziamenti per gli ulteriori lavori da realizzare a servizio dell’intera area portuale, comprendente sia la parte prettamente turistica, sia quella peschereccia. La Regione, infatti, è riuscita a recuperare fondi non impiegati rivenienti da due delibere del Cipe, per un totale di circa 20 milioni di euro. Fondi che il Comune di Vieste ha chiesto di ottenere, facendosi promotore dell’iniziativa di recupero insieme alla Regione. Si tratta di una richiesta per 8 milioni e 600 mila euro. Si spera di ottenere il massimo in modo tale da realizzare le opere di cui il porto viestano ha necessità, in particolare quelle relative al dragaggio dell’intero bacino. Si tratta di un intervento indispensabile per la sicurezza dell’approdo che sia il presidente Vendola, sia l’assessore al Turismo, Ostillio, si erano detto disposti ad realizzare con una promessa di finanziamento per un milione di euro. Tropo poco per raggiungere l’obiettivo del dragaggio completo. Con l’opportunità che si è ora presentata e che riguarda in particolare il porto di Vieste, con la rimodulazione del finanziamento ed un pizzico di buona volontà, si potrebbe destinare questi soldi proprio al dragaggio.
Va detto, a questo proposito, che, per quanto riguarda l’ampio bacino portuale (285 mila metri quadri), l’insabbiamento si manifesta, in modo particolare in quattro zone. La prima area pericolosa riguarda l’imboccatura del porto, tra i moli di testata di sopraflutto e il molo di testata dell’isola di Santa Eufemia, dove è stato rilevato un insabbiamento del fondale di circa due metri e mezzo per una superficie di circa 60 mila metri quadri. La seconda area a rischio di navigazione è stata individuata in corrispondenza del molo di testata dell’approdo dei pescherecci (molo San Lorenzo), dove si è rilevato un insabbiamento del fondale di circa due metri per una superficie di 15 mila metri quadri circa. Al centro dello specchio d’acqua portuale, è stata individuata la terza zona critica, con un insabbiamento di circa due metri e mezzo ed una superficie di circa 10 mila metri quadrati. L’ultimo punto pericoloso e quello in corrispondenza del molo sud-est, dove insistono l’attracco passeggeri, gli approdi per la piccola pesca, i pontili galleggianti destinati alla nautica da diporto, la stazione carburanti, gli attracchi per i mezzi di soccorso della guardia costiera. In questa zona l’insabbiamento medio è di circa un metro e mezzo per una superficie complessiva di 20 mila metri quadri. Per l’eliminazione delle quatto zone a rischio insabbiamento, è necessario arrivare al dragaggio dei fondali. Con i soldi ora a disposizione si potrebbe eliminare il pericolo e garantire la tranquilla navigazione.
Gianni Sollitto


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