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Faida garganica, il boss non vuole uscire

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Dovrebbe essere scarcerato oggi per decorrenza dei termini Armando Li Bergolis accusato di 5 omicidi, ma il suo avvocato ha annunciato una possibile e clamorosa protesta.
 Il presunto boss del Gargano, Armando Li Bergolis, potrebbe inscenare una clamorosa protesta rifiutando la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Lo annuncia il suo avvocato, Franco Metta, spiegando che l’iniziativa è motivata dalla decisione della corte d’Assise di Foggia di obbligare l’uomo a risiedere in una città diversa dalla sua Manfredonia. Il detenuto, si è appreso, non potrebbe comunque rimanere in carcere e sarebbe forzatamente fatto uscire dalle guardie di custodia. «La corte d’Assise di Foggia – spiega Metta – ha stabilito che il mio assistito non possa vivere a Manfredonia e gli ha imposto l’obbligo di recarsi ogni giorno a firmare nella caserma del paese in cui si stabilirà. Li Bergolis si è detto molto rammaricato per la decisione presa dalla corte d’Assise. Si è lamentato dicendo: ‘Sono stato tenuto in carcere quasi quattro anni, da innocente, e adesso mi volete mandare via da Manfredonia dove ho moglie e figli. Come faccio, io?’». Il legale annuncia di aver fatto richiesta «perchè venga applicata una misura diversa, ma questa mia richiesta potrà essere presa in considerazione solo tra qualche giorno». Metta ha anche dichiarato che «la giustizia da questa storia ne esce male per i quattro anni precedenti e non perchè un presunto colpevole esce dal carcere, ma perchè dopo quattro anni non si è stati capaci di stabilire, con una sentenza, se era colpevole o innocente. A mio avviso – conclude – il processo doveva essere diviso in più tronconi, solo così si poteva avere la possibilità di portarlo a conclusione. Si è voluto creare un ‘mostro’ che adesso è impossibile da gestire».


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