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I balneari attaccano la Regione

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La nuova ordinanza regionale per il turismo e le strutture balneari non piace al Sib, sindacato balneari. E il presidente regionale, il leccese Alfredo Prete, spara a zero contro la Regione. «È assurdo che a stagione già iniziata la Regione intervenga solo oggi a disciplinare il settore, apportando tutta una serie di nuovi adempimenti, che di fatto creano confusione tra gli operatori turistici», dice Prete.
L’ordinanza regionale, voluta dall’assessore Guglielmo Minervini, è composta da nove articoli e fissa delle regole molto ferree sull’uso del demanio marittimo, della navigazione, della pulizia delle spiagge e altro ancora. La Regione, poi, ha dichiarato anche «guerra» all’impiego di lavoratori in «nero» nelle strutture balneari. Chi utilizza lavoratori senza contratto rischia anche la revoca della concessione. Secondo Prete, però, «codificando una norma all’interno di un’ordinanza amministrativa viene di fatto criminalizzata l’intera categoria, ritenuta la madre del lavoro irregolare. E’ totalmente inopportuno, oltre che molto probabilmente illegittimo, aver introdotto tale disposizione». Aggiunge: «Le imprese balneari sono sempre stato oggetto di controlli da parte delle autorità e come sindacato di categoria abbiamo sempre sostenuto queste attività, in quando la lotta al lavoro sommerso garantisce una concorrenza leale tra le imprese». Conclude: «Che dire poi della norma etica codificata sottoforma di ennesimo cartello da affiggere negli appositi spazi? Vorremmo ricordare alla Regione che gli ingressi dei lidi ormai sono oscurati dalla presenza di cartelli che obbligatoriamente è necessario esporre. A quanto quello contenente la nostra dichiarazione dei redditi?».


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