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Regione, 50 nuove farmacie in Puglia. Pdl e Federfarma: “Legge incostituzionale”

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Dopo altre 8 ore, con 34 sì, 8 no e lo scrutinio segreto sulle farmacie, varate anche le disposizioni regionali urgenti. La minoranza ha contestato la validità del voto (chiedevano la maggioranza qualificata di 36 consiglieri) e, per la 2° volta in 2 giorni, al centrosinistra è mancato il numero legale rendendo nuovamente necessaria una sospensione per richiamare i troppi assenti.
Come mercoledì sera, quando dopo le 12 ore e mezza di dibattito in due giorni aveva deciso di allungare straordinariamente le 2 sedute sul bilancio alla terza di ieri, è stato ancora l’Ufficio di presidenza a evitare "figuracce" peggiori alla maggioranza: il voto è stato giudicato regolare. Poi sì all’urgenza per rendere subito esecutivi i 18 articoli, come il rendiconto e l’assestamento passato con 38 sì. Fra tutti i via libera, a maggioranza il dibattutissimo art. 14 è stato approvato: con 31 sì e 20 no (astenuto come sempre il presidente Pepe) è stato ridotto il quorum per aprire una cinquantina di nuove farmacie nei comuni sotto i 12.500 abitanti. Voto per chiamata nominale, invece, sui 5 emendamenti della minoranza tutti respinti: chiedevano la soppressione dell’art., il differimento dell’entrata in vigore della norma al luglio 2009 e l’innalzamento a 1 su 4mila del rapporto farmacia/residenti. Per Pdl e Federfarma la norma rischia di essere incostituzionale perché creerebbe disparità di trattamento tra i cittadini, di essere impugnata dal Governo e davanti al Tar dagli stessi farmacisti.


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