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Bomba ecologica a Lesina

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La Eden V è una patata bollente di cui nessuno vuol sentirne parlare.
Il mercantile arenatosi 21 anni fa, lungo la costa di Lesina è ancora lì, pieno di olio combustibile. Tra le tante domande in attesa di risposta, si aggiungono anche queste. Perché, dopo un anno di distanza , nessuno ha provveduto a rimuovere l’olio rimasto per terra lungo l’unica strada di accesso al relitto? E chi e perché ha lasciato ancora due bidoni pieni di sabbia contaminata? Il sindaco di Lesina, Giovanni Schiavone, precisa di essersene accorto solo pochi giorni fa.
La colpa sarebbe dei bagnanti che non ne hanno segnalato la presenza.
Fa spallucce anche il comandante della polizia provinciale.
Le prove di un inquinamento che, in molti vorrebbero negare, sono, invece, sotto gli occhi di tutti.
Dopo un anno, lo scenario è sempre lo stesso.
A ciò si aggiunga che la nave è sottosequestro, eppure, non c’è un cartello e tantomeno una recinzione che impedisca di avvicinarsi.
Bagnanti e curiosi visitano il relitto come se fosse il Titanic.
con tutti i pericoli del caso.
Unica protezione per evitare l’irreparabile, sono delle montagne di sabbia che circondano la parte anteriore.
Il caso Eden V, resta un mistero ed è forse per questo che, la procura di Lucera ha aperto un’inchiesta per chiarire eventuali responsabilità.
Tra polemiche ed accuse reciproche tra i vari enti , resta l’urgenza di bonificare la nave che racchiude ancora una quantità imprecisata di olio combustibile.


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