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Il ragioniere di opposizione

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L´ambivalenza e la pluralità di ruoli ricoperti. Leonardo Di Gioia, consigliere comunale e assessore provinciale. Il bluff del collegio 3.

Leonardo Di Gioia é davvero un degno esponente della ambivalenza politica del centro destra. Al mattino del 10 luglio, nel consiglio comunale di Foggia, vota contro due accordi di programma, senza particolari motivazioni tecniche o politiche, e alla sera partecipa, nella veste di rappresentante della Provincia, a un convegno sull´urbanistica organizzato da Formedil, dove pontifica sui programmi di riqualificazione urbana.

Di Gioia (in foto) politicamente é nato da poco, ma ha già tutti i difetti della parte politica che rappresenta, furba e ipocrita, traffichina e moralista. D´altro canto, Di Gioia é un abile camuffatore dei suoi insuccessi, si apre un varco come capogruppo consiliare, dopo la morte del consigliere Leonardo Biagini e la decadenza di Lucia Lambresa dal consiglio comunale.

Poi, si conquista un posto da assessore alla provincia di Foggia, senza essere stato eletto nel consiglio provinciale.

Quella sfida nel collegio 3 di Foggia contro un Ciliberti agonizzante é un´altra furbata del Di Gioia: comunque fosse andata, sarebbe stato un successo. Poi entra in giunta provinciale come tecnico. Dire di un commercialista alle prime armi che é un tecnico é un eufemismo, soprattutto se quel tecnico (quel ‘ragioniere di opposizione’, come lo definí proprio il sindaco Ciliberti) si candida in una lista per essere consigliere provinciale e non ce la fa a farsi eleggere.

Cosí il ‘ragioniere di opposizione’ é diventato ‘ragioniere di maggioranza e di governo’, ma con un livello di delegittimazione politica di poco superiore a quello di Gigi Il Grande, quando da non eletto nelle liste del nuovo Psi, nel 2004, divenne assessore al Comune di Foggia.

Quello che non ci piace di Leonardo Di Gioia é il suo cercare spazi a qualsiasi costo, da componente del nucleo di valutazione dello I.A.C.P. commissariato, all´epoca di Armando Stefanetti, a consigliere comunale ad assessore provinciale. Non ci piace una certa spregiudicatezza (palese nei suoi attacchi contro il Sindaco con espliciti riferimenti alle vicende giudiziarie), camuffata da perbenismo. Non ci piace il plateale populismo di chi, da assessore provinciale, difende la città di Foggia – non la provincia – dalle espropriazioni di altri comuni nella pianificazione di area vasta.

Forse proprio perchè non ci piace tutto questo nel personaggio, un´idea da contrappasso dantesco sarebbe quella di candidarlo a sindaco di Foggia. Che ne pensate?

di Civicus

da indignati.com 


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