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Coste, la linea dura della Regione

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Rischio erosione a Manfredonia, Lesina e in alcuni tratti di litorale garganico.

 

Novecento chilometri di litorale analizzati palmo a palmo. Sessantatrè comuni in riva al mare finiti nella rete: dopo anni di studi e rilievi topografici la Regione ha presentato ieri il piano delle coste pugliesi redatto dal Politecnico di Bari. Un bollettino medico costantemente aggiornato sullo stato di salute del nostro litorale. Il piano delle coste adesso, dopo l’adozione della giunta e il passaggio e l’approvazione del consiglio regionale, dovrà essere recepito dalle amministrazioni locali: ognuno dei sessantatrè comuni costieri della Puglia dovrà presentare in breve tempo un piano particolareggiato delle proprie coste, con i criteri indicati dalla Regione. Una patata bollente che rischia di far cadere la testa a più di un sindaco. Le amministrazioni comunali, infatti, saranno chiamate a recepire un piano delle coste che, in alcuni casi, avrà delle conseguenze molto drastiche. Nelle aree dove la costa risulta troppo fragile i comuni non potranno più rilasciare concessioni per l’apertura di nuovi lidi e ristoranti in riva al mare. Ma c’è di più: nei casi più gravi, dove gli insediamenti già esistenti danneggiano il litorale, i titolari delle vecchie concessioni potrebbero essere costretti a traslocare altrove. E’ questo il motivo per il quale i sindaci dei comuni più a rischio, hanno già mostrato resistenza verso questo piano delle coste. Ha spiegato il dirigente del settore Demanio, Michele Lofferedo: «Ma quando questa legge avrà concluso il suo iter, i comuni avranno solo quattro mesi di tempo per mettersi in regola. Se non lo faranno, saranno commissariati».Rischiano di non poter più emettere concessioni anche tutti i comuni costieri che sorgono attorno alla foce dell’Ofanto. Barletta e Margherita di Savoia sono in allerta. E non va meglio in provincia di Foggia dove il rischio erosione colpisce Manfredonia, Lesina e alcuni tratti di litorale del Gargano. «Siamo a una rivoluzione copernicana – ha commentato, l’assessore al Demanio Guglielmo Minervini – Prima erano i singoli comuni a fornire alla Regione una semplice collazione delle aree concesse, ora è la Regione che dà uno strumento ai comuni per programmare le concessioni».


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