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Farmacie, sospeso lo sciopero ma resta agitazione

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A seguito della liquidazione di una delle cinque mensilità arretrate maturate nei confronti dell’Asl Foggia, l’Associazione provinciale titolari di farmacia sospende l’annunciato sciopero dell’assistenza farmaceutica erogata in regime di convenzione col Ssn che era stato proclamato dal primo agosto a oltranza. I farmacisti tengono però a chiarire che si tratta di una sospensione e non già di una revoca, e che pertanto resta inalterato lo “stato di agitazione” della categoria chiamata a far fronte a una delle peggiori vertenze professionali degli ultimi anni. Nei giorni scorsi l’Azienda sanitaria provinciale ha autorizzato il pagamento di 12 milioni di euro, cifra corrispondente a una delle cinque mensilità arretrate accumulatesi per la presunta mancanza di liquidità da parte dell’Asl Foggia. "Di conseguenza – spiega l’Atf – il debito complessivo nei nostri confronti ammonta ora a 48 milioni di euro, senza contare i danni economici maturati nel frattempo con l’accumulo di interessi che – per adesso solo a parole – l’azienda avrebbe comunicato di voler solo parzialmente ristorare. Va da sé che, non appena dovesse verificarsi un altro ritardo nei rimborsi dei medicinali che la categoria acquista in anticipo, mettendoli a disposizione della cittadinanza per conto dell’Asl, il monte debiti risalirebbe a 60 milioni e con esso riprenderebbero quota danni e interessi direttamente proporzionali a un passivo senza precedenti come questo. Perciò l’Atf, tenendo fede al proprio senso di responsabilità ed etica, sospende lo sciopero nella speranza di non essere costretta a posticiparlo di un mese esatto, viste la pigrizia e l’immotivata indolenza con cui viene trattata la prima linea dell’assistenza sanitaria pubblica qual è appunto la farmaceutica. Lo sospende ma non lo revoca, tenendo alto il livello di guardia e pienamente operativo lo stato di agitazione che la categoria ha proclamato lo scorso 15 luglio durante il consiglio direttivo convocato d’urgenza per discutere di questa vertenza. Non si tratta di diffidenza nei confronti dell’Asl Foggia, cui comunque va riconosciuta quantomeno la disponibilità a risolvere un problema che rischia di congestionare un intero settore produttivo, ma piuttosto di adoperare cautela e prudenza – soprattutto a beneficio dei cittadini, che potrebbero essere gli unici a risentire dei disagi causati da questa situazione – per non emulare spiacevoli precedenti anche molto vicini nel tempo, quando a fronte di “promesse certe” la categoria ha dovuto accontentarsi di “assenze sicure” (si ricorda che l’Asl Foggia non ha tenuto fede a ben due protocolli d’intesa stipulati con la categoria, in cui all’oggetto c’erano sempre modalità e tempistica dei rimborsi dovuti per legge). Non fanno parte della nostra sostanza la logica del mercato e della contrattazione, per cui la nostra fiducia e la nostra apertura – pur senza alcun pregiudizio – restano guardingamente a termine". L’Atf ringrazia quanti, organi di informazione, politici e amministratori locali e regionali, hanno mostrato non solo a parole solidarietà e vicinanza alla categoria, fornendo commenti neutrali a un sciopero che dai più è stato ritenuto addirittura inevitabile. Molti di loro hanno posto una domanda – guardacaso rimasta senza risposta – all’Asl Foggia e di conseguenza alla Regione Puglia: come mai nessuna delle altre province pugliesi avesse maturato, nei confronti dei farmacisti, un debito così sostanzioso? Ce lo chiediamo anche noi da anni, per l’appunto senza ricevere risposta né dal commissario straordinario dell’Asl Foggia Donato Troiano né dall’assessore regionale alla sanità Alberto Tedesco. Al momento – conclude l’Associazione titolari di farmacia – non è dato sapere se il rimborso dei medicinali sia stato ritenuto pratica di secondo ordine rispetto ad altre, tuttavia proprio per essere coerenti fino in fondo l’Atf comunica che in caso di eventuale inasprimento della vertenza i prossimi passi che compirà saranno rivolti nella direzione della tutela legale e giuridica dei propri interessi. E della propria sopravvivenza."


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