The news is by your side.

Regione-Completate le audizioni della Commissione Sanità

18

“Un Piano della salute complesso e completo che non vuole assumere alcuna forma rivoluzionaria, bensì solo riformatrice”. L’assessore regionale Tedesco fa il punto a conclusione delle audizioni itineranti nelle 6 province e prima della tre giorni di Consiglio della prossima settimana su quello che definisce la “scommessa strategica” per la riorganizzazione del sistema sanitario pugliese. Aprendo la discussione generale sul Piano in 3° Commissione, oltre 4 ore per il primo confronto di metodo tra maggioranza e opposizione (dopodomani il termine ultimo per gli emendamenti poi l’esame di merito), ha ribadito la filosofia di un’impostazione che ricalca la gerarchia degli ospedali (di base, intermedi e di riferimento provinciale e regionale) introdotta dal Piano Fitto attualmente in vigore a cui dovrebbe fare seguito una ridefinizione dei posti letto per riabilitazione e lungodegenza. Il Piano, ha detto, “tende a correggere alcune storture del sistema sanitario, tra le quali l’eccessiva mobilità passiva (nel 2007 per la prima volta, dopo 15 anni, c’è stata un’inversione di tendenza con 3000 ricoveri extraregionali in meno) e l’eccessiva ospedalizzazione (il tasso di ospedalizzazione in Puglia è di 30 punti superiore alla media nazionale). L’assistenza territoriale – ha continuato Tedesco – è la scommessa strategica per l’organizzazione del sistema sanitario. Tra le direttrici fondamentali, la prevenzione e la costruzione della rete dei servizi alternativi all’ospedale. Questo significa rilancio del sistema dipartimentale e rilancio delle reti distrettuali, per offrire servizi differenziati ai cittadini, fino ad ipotizzare anche una personalizzazione dell’assistenza”. Tra le prime critiche, quelle “interne alla maggioranza” (anche se ha invitato a lavorare in modo condiviso “al di là della propaganda”) del presidente della 3° commissione Marino: mancanza di cronoprogramma, di priorità e governance, e poi, in base alle audizioni, carenza di posti letto in cardiochirurgia, contestabile classificazione degli ospedali, mancanza di una specificità territoriale dei presidi legata alle criticità: ad esempio, all’alto numero di neoplasie nei territori di Taranto, Brindisi e Foggia non corrispondono grandi centri di cura.


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright