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Vieste perderà anche l’eliambulanza

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Roberto Candiani: una decisione verticistica e senza percezione della realtà.

 

La proproga a settembre concessa dal commis­sario dellaAsl Donato Troiano sulla soppressio­ne del servizio di eliambulanza a Vieste, ha la­sciato tutti con l’amaro in bocca. I cittadini non ci stanno, si sentono presi in giro e soprattutto denunciano un sistema sanitario che non tiene conto della realtà del territorio. Un territorio senza servizi. Non ci sono ospedali sul Gargano. Eppure, sulla carta, ne avrebbero tutto il diritto. Da sempre e non da oggi. 50.000 abitanti e 1 mi­lione di presenze all’anno. Un Pil consistente. E strade disastrose e impervie. La Asl intasca le quote sanitarie per i cittadini del Gargano. Sen­za dargli nulla in cambio. Le ambulanza di Vie­ste, mezze scassate, sono due di cui una soltanto attrezzata per il primo inetervento. L’eliambu­lanza è l’unico mezzo utilizzato pergli interven­ti gravi e meno gravi. In pratica per portare chi ha bisogno in ospedale. E’ per questo che viene di­fesa con le unghie e con i denti. Perchè i disagi so­no troppi. Pensiamo a un malato di tumore che ogni volta deve farsi Vieste – San Giovanni Ro­tondo o San Severo anche solo per la chemiote­rapia. Il caso eliambulanza insomma è solo la punta dell’iceberg. A monte, un piano regionale della salute, che per l’ennesima volta ha escluso questo territorio dai servizi sanitari. La discus­sione è rovente. E’ pur vero che se ci fosse un ospe­dale da queste parti nessuno si attaccherebbe al­l’eliambulanza. L’Attacco ha sentito Roberto Candiani, medico operatore di Vieste.

Allora dottore, mettiamo i puntini sulle "i"…

Bisogna differenziare i due servizi. L’elisoc­corso e l’eliambulanza. L’eliambulanza è attiva su Vieste dal 1995. Ed è un servizio che va da sé. Il nostro è un territorio di 50.000 abitanti. Con picchi di presenze che arrivano al milione du­rante 1’estate. Con distanze dal primo ospedale uniche in Italia. L’elisoccorso invece rappresen­ta una risposta aggiuntiva della Asl per le emer­genze nella provincia di Foggia. E che non ha nulla a che fare con le esigenze del nostro terri­torio. Oggi per far spazio a questo servizio si vuole togliere a noi quel poco che abbiamo. E’ chiaro che questo elisoccorso su base provinciale verrà attivato per eventi di una certa gravità dalla centrale operativa che può, in base alla situazione, inviare sul posto un mezzo di soccorso primario.

L’elisoccorso verrebbe attivato solo in casi gravi. Come a dire che in pratica, voi che non avete nulla (a livello sanitario), non. sapete che la farvene.

Si. E di casi gravi in cui non è Stato possibile usare l’ambulanza su ruote ce ne sono davvero pochissimi.

Nel Gargano Nord non c’è nemmeno un ospe­dale. Il più vicino è San Severo o San Giovanni Retondo con le distanze e le condizioni delle strade che tutti conoscono. Avete almenno le ambulanze?

Ne abbiamo due di cui solo una attrezzata operativa.

Dottore tacciamo un esempio pratico. Se una persona si sente male a Vieste oggi, che succe­de?

Sul posto arriva sicuramente l’ambulanza. L’unica che abbiamo operativa. Se è fuori chia­miamo o Vico o Peschici per mandarci la loro. Ar­rivato sul posto, il medico decide se è il caso di trasferire il paziente. Se c’è bisogno di ricovero o analisi più approfondite il paziente va trasferito perché non abbiamo un ospedale. Non abbiamo la possibilità né di fare analisi né radiografie. Allora si richiede il servizio di eliambulanza che porta il paziente in ospedale.

Troiano vi ha contestato un uso improprio del servizio. Perché non usate l’autoambulanza?

Per diversi motivi. Non abbiamo ospedali nel Gargano. Gli ospedali sono lontani e il tempo di percorrenza è lungo anche per via delle strade impervie. Portare un paziente in autoambulanza a S. Severo da Vieste significa tenere impegnata l’unica autoambulanza che abbiamo circa quattro ore. E forse più. Traffico e curve permettendo.

In pratica tenere il territorio scoperto per quattro ore.

Esatto

D’estate ogni quando vi arriva una richiesta di soccorso?

Una ogni mezz’ora circa. E di qui capite come a noi serva l’eliambulanza che non ha nulla a che fare con l’elisoccorso della Asl. Sono due cose totalmente differenti.

Con la sperimentazione dell’elisoccorso invece che succede ad una persona che si sente male a Vieste?

E’ la centrale operativa che decide se mandare l’elisoccorso e solo in caso di grave emergenza. Se poi arriva l’ambulanza sul posto e il medico ritiene che ci sia bisogno dell’elicottero chiama la centrale e se gli danno l’assenso…

E se, l’elisoccorso è in quel momento impegnato nel Suappennino?

Eh…ci tengo comunque a precisare che nessuno di noi è contrario all’elisoccorso: Ma è un sevizio che non può sostituire quello preesistente e che per noi è di vitale importanza.

Perchè ce l’avete tanto con Troiano?

I modi con cui si è giunti a questa situazione. Non è stato contatto nessuno. Non sono stati ascoltati i sindaci che con la legge 25 del 2006 hanno il potere di decidere: I dirigenti o chi per loro non si sono informati,qui non sono proprio venuti a vedere di cosa c’era davvero bisogno. E’ questo il problema. La realtà dei nostro territo­rio è un’altra. Non c’è stata nessuna concerta­zione. Abbiamo altre priorità. Se è vero che Troiano è così sensibile alle problematiche del Gargano perchè nella programmazione non ha iscritto l’ospedale del Gargano Nord?

Come vivete la proroga a settembre per la soppressione dell’eliambulanza?

Sembra un voler rimandare il problema per te­nere buoni i cittadini. Ma non va bene. Sembra che i cittadini di Vieste siano di serie b rispetta ai turisti. E, questo non va bene perchè la Asl inta­sca dalla Regione la quota pro capite per i citta­dini di Viesre ma non solo di Vieste, di tutto il Gargano nord dove non stanno certo meglio di noi.

Cosa significa vivere in un territorio dove non c’è l’ospedale?

Bella domanda. Il nostro è un territorio coi? un’alta incidenza di tumori. pensiamo cosa si­gnifica recarsi per le visite e le cure come la che­mioterapia ogni volta a San Giovanni Rotondo. Per non parlare della prevenzione di chi deve fa­re una visita, uno screening o le analisi. I mezzi pubblici non funzionano. Per andare a San Gio­vanni Rotondo parti la mattina ma non sai se la sera ti ritiri. Qui manca tutto.
Che farete a settembre?

La guardia resta alta e l’attenzione anche. Un territorio come il nostro, senza servizi, non può perdere l’eliambulanza.

  Daniela Tonti

l’Attacco


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