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Leggi, on-line il Rapporto annuale Puglia

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La sintesi dell’attività del Consiglio regionale pugliese nel 2007, disponibile per la prima volta sul suo sito istituzionale. Ci sono le norme ma anche analisi e statistiche.

Quarantuno leggi, 19 delle quali di piena potestà legislativa, 22 in materie concorrenti con lo Stato, 28 regolamenti, 60 atti non legislativi. È la sintesi dell’attività del Consiglio regionale della Puglia nel 2007, contenuta per la prima volta in un rapporto annuale sulla legislazione regionale.

Non solo numeri e cifre, ma una valutazione in profondità di tutta la produzione normativa e amministrativa dell’organo legislativo, con contenuti statistici ma soprattutto con un carattere di analisi e di monitoraggio.

Non mancano aspetti di carattere funzionale: in una sezione è sintetizzato il contenuto di ciascuna legge, con i soggetti interessati dalle disposizioni, gli eventuali adempimenti e le scadenze previste.

Il «Rapporto sulla legislazione regionale 2007» è accessibile on line, attraverso un link del sito istituzionale del Consiglio regionale: www.consiglio.puglia.it.

«La pubblicazione vuole fornire strumenti utili, nell’esercizio di una funzione legislativa sempre più vicina al reale soddisfacimento delle aspettative dei destinatari», osserva nella presentazione il presidente del Consiglio regionale, Pietro Pepe.

L’elaborato mette infatti a disposizione degli organi politici, delle strutture amministrative e dei cittadini uno studio che intende facilitare l’informazione e la valutazione della produzione legislativa regionale.

Con la diffusione dell’analisi legislativa, il Consiglio regionale pugliese si pone in linea col rapporto annuale sulla legislazione del Parlamento ed al passo delle altre Regioni che lo pubblicano da tempo.

Il rapporto è redatto dall’ufficio legislativo consiliare, sulla base di un’attività svolta in collaborazione con l’Osservatorio legislativo interregionale (gli uffici legislativi regionali) e con la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative.
La pubblicazione adotta elementi comuni, per rendere i dati comparabili col rapporto nazionale e con quelli regionali.

Si tratta di studi che «contribuiscono a dare una maggiore leggibilità dell’ordinamento – nota ancora il presidente Pepe – e costituiscono un elemento di riflessione e di autoanalisi su quanto realizzato dall’Amministrazione, anche nella prospettiva i un orientamento sull’attività futura».

Il rapporto si rivolge anche ai cittadini, per avvicinarli il più possibile alla «fabbrica delle opportunità» di cui sono i principali destinatari.


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