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Osservatorio epidemiologico: in Capitanata più infarti

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Mortalità in Puglia redatto “l’Atlante” della Regione.

 

Dove, perché, come e quanti muoiono in Puglia? La risposta, circostanziata, è data dall «Atlante delle cause di morte della Regione Puglia, anni 2000-2005», redatto e pre­sentato, ieri, dall’Osservatorio epidemiologico regionale (di­rettore scientifico. prof Salvatore Barbuti) lun :-apporto analitico che, partendo da statistica ed epidemioloeia. do­cumenta i fenomeni di patologie che conducono a morte ed indica-come una bussola-dove studiare, dove intervenire e – come, dove correggere o dislocare maggiori risorse. Non si tratta di una raccolta ed esposizione di «numeri» ma di una fucina di riferimenti indispensabili per chi debba operare nella politica della salute. In Puglia, le località più «calde» per la mortalità dovuta a tumori sono la zona salentina, Taranto e sub appennino dauno. In particolare – ha detto la prof. Cinzia Germinario, associato di igiene e coordinatore dell’osservatorio – la si­tuazione delle morti da tumore è critica perle zone del leccese (specie neoplasie maligne del polmone, per gli uomini), l’area centrale della Regione per i tumori del fegato, la provincia di Foggia per le leucemie, le città capoluogo (specie Bari e Taranto) per le neoplasie della pleura, Taranto per le bron­copatie croniche ostruttive. Uno «sconcio» da sanare – ha detto la prof. Germinarlo – sono le morti da diabete, particolarmente concentrate nei comuni della provincia BAT e nel nord barese con piccoli focolai anche nelle province di Foggia e Bari. II dato obbliga ad un approfondimento (il prof. Francesco Giorgino, or­dinario di endocrinologia, università, Bari, ha assicurato l’interesse alla maggiore conoscenza del fenomeno per poter intervenire adeguatamente). Ecco in sintesi, le maggiori emergenze.

TOTALE TUMORI – Quattro comuni della provincia di Lecce detengono il triste primato di mortalità (20-40 % sopra la media regionale), mentre a Lecce ed altri comuni della provincia, il surplus è del 5-20°,%. Eccessi isolati a Foggia e 7 comuni della provincia, Bari, Taranto e 2 comuni del ta­rantino. L’eccesso di mortalità femminile si concentra a Bari, Foggia (e comuni limitrofi), Brindisi, Lecce.

TUMORI DEL FEGATO – L’area critica si concentra nel nord barese e nella provincia di Foggia (23 comuni sono al di là del 40 per cento della media regionale).

TUMORI POLMONARI – Per i maschi, 19 comuni (Salento) superano del 40 % la media regionale; seguono Taranto ed un comune del sub-appennino dauno. Perle donne il fenomeno è meno evidente anche se Brindisi fa rilevare una punta di allarme.

GLI ALTRI TUMORI -Pleura: allarme rosso specie per Bari e Taranto.

Mammella: l’eccesso di mortalità interessa Lecce ed alcuni comuni al sud. Sostenuta la mortalità anche a Bari e comuni limitrofi, nel tarantino e in un comune del brindisino.
Ovaio: zone critiche (eccesso de120-40%) in 2 comuni della provincia di Bari e Lecce, Brindisi, Taranto.
Vescica: penalizzati, nel Salento, uomini e donne. Linfòmi: concentrato a Bari la punta eccedente di mor­talità femminile.
Leucemie: concentrata la maggiore mortalità (maschi) in provincia di Foggia.

TRAUMI E AVVELENAMENTI -Per gli uomini, mortalità eccedente nel nord barese e subappennino ma è allarme per le donne che, in 24 comuni, fanno rilevare una punta ele­vata.

APPARATO CIRCOLATORIO -Superano la media, per gli uomini, 2 comuni in provincia di Foggia e Brindisi. La mortalità da infarto è più elevata (oltre 40°rb della media regionale) in 33 comuni (sub-appennino flauno).


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