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Damone, Piano della Salute: dopo tre anni e 2 mesi un piano inutile e irrealizzabile

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Povera sanità pugliese, usata, strattonata, strumentalizzata durante le campagne elettorali e poi abbandonata a se stessa. Poveri cittadini pugliesi, sedotti dall’illusione della rivoluzione, convinti da decine di comizi, portati nelle piazze, sui giornali e in televisione a raccontare di attese sterminate nei corridoi degli ospedali, di mesi trascorsi ad attendere la chiamata per un ricovero, una risonanza magnetica o una tac, di ambulanze arrivate in ritardo e magari pure senza medico, di ascensori che non funzionavano negli ospedali, di stanze fatiscenti e reparti privi di aria condizionata. Poveri cittadini pugliesi, caduti nel tranello di chi allora diceva che la colpa era dell’ex presidente della Regione e che bastava mandare a casa quel Presidente per rimettere il malato al centro dell’attenzione, per riaprire gli ospedali, per riumanizzare la sanità pugliese.
La stanca, assonnata, stentata e quasi obbligata discussione di ieri in Consiglio Regionale su quello che doveva essere il primo e più importante atto di questo Governo regionale, ci lascia amareggiati e spaventati. Dopo tre anni e due mesi di attesa quello che è arrivato ieri in Consiglio Regionale non ha nulla di quello che era stato promesso né nel metodo della concertazione e condivisione, né tantomeno nel merito delle scelte che in questo Piano non ci sono e quelle poche che ci sono non potranno essere realizzate perché manca la copertura finanziaria. E’ un documento redatto a tavolino senza alcuna cognizione concreta del territorio, del disagio che l’utente vive nella propria quotidianità: le carenze dello stato in cui lavorano i pronto soccorso, le lunghe attese dei bisognosi nei corridoi sempre più gremiti di persone incidentate, le scarsezze di personale, costretto molte volte a forme di diseducazione perché gravato  da un lavoro pressante e stressante.
È un Piano irrealizzabile, un insieme di enunciati con l’obiettivo di fare colpo secondo il sistema della politica dell’annuncio. Un Piano che fa compiere un passo indietro verso un modello di sanità vecchio di ormai 30 anni che prevedeva ospedali zonali, provinciali e regionali.
E le stanche e fiacche difese d’ufficio che di quel piano hanno fatto ieri gli stessi consiglieri di maggioranza, dimostrano che si sta cercando non di migliorare la sanità pugliese, ma solo di far dimenticare l’enfasi con cui nel 2005 si era promesso di rivoluzionarla. Una discussione deludente e sempre più lontana dai reali bisogni dei cittadini pugliesi che vivono quotidianamente la sofferenza di ospedali in cui funziona solo la cattiva politica degli sprechi e delle clientele.
Francesco Damone
Capogruppo La Puglia Prima di Tutto


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