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Carpino Folk Festival ’08: è di scena Camurria

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In collaborazione con Festambientesud e Teatro Civile Festival. Di e con Gaspare Balsamo (Prima Regionale) Musiche originali Alessandro Severa e Gianluca Bacconi eseguite dal vivo
Atto unico di 60 minuti Camurria –  seccatura in dialetto siciliano – opera prima di Gaspare Balsamo, trapanese classe 1975, è la storia di storie strappate alla memoria, è la narrazione della vicende di una famiglia, di un picciutteddo, di un nonno, di una bisnonna e della sua orazione, rivissuta attraverso la magia del teatro dell’opera dei pupi.
Lo spettacolo nasce dall’idea affascinante che dietro il mondo dei Pupi e delle Marionette ci siano le storie delle persone e delle loro famiglie, le vite dei pupari e dei cuntisti. E’ proprio questo che il testo scenico racconta, accompagnato dai toni forti del movimento, della danza, del ritmo e della musica, affidata ad Alessandro D’Alessandro (organetti), Gianluca Bacconi (percussioni, melodica, didjeridoo). Sullo sfondo i colori della  Sicilia, quella a cavallo tra le due guerre. ‘Camurria – nelle parole di Gaspare Balsamo – è il senso di appartenenza, è l’attaccamento alla terra, alla cultura popolare a cui il teatro deve sempre attingere’.
 
Camurria è un termine dialettale siciliano – Gaspare Balsamo – che significa seccatura, noia. Seccante come la voce di un bambino che si mette a camurria, perché per forza vuol sapere.
E’ la storia di una famiglia, di un picciutteddo, di un nonno, di una bisnonna e della sua orazione.
E’ la storia di un puparo e cuntista.
Camurria è la storia di queste storie strappate alla memoria.
Ho visto e ascoltato nelle facce e nelle voci della gente, verità e bugie.
Voglia di raccontare e partecipare, e voglia di non dire nulla, far finta di sapere e far finta di non sapere, silenzi che parlavano e voci che invece non dicevano nulla o ripetevano sempre le stesse cose.
E’ utile e interessante far rivivere attraverso lo sguardo della mente la parte epica e mitica di questo mondo popolato da gente che non c’è più. Muoversi tra l’oralità e la scrittura.
Una memoria che non è un percorso lineare e continuo, ma anzi un viaggio contorto, smemorato e fantasioso che rimette in gioco un modo di fare teatro tanto moderno quanto antico. Ma il tutto calato qui, ora ed in noi, noi che lo facciamo e lo viviamo, questo spettacolo.

La serata, come tutto il festival che si protrarrà fino al 09 agosto, è ad ingresso gratuito. Per maggiori informazioni è sufficiente collegarsi al sito internet www.carpinofolkfestival.com.


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