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Vieste, Ragazzo morto, soccorsi sotto accusa

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Dopo la tragedia accaduta a Vieste i genitori e il fratello di Mattia Licini sono tornati ad Alano di Pia.
I medici potrebbero aver sottovalutato la gravità delle lesioni riportate dal giovane calciatore

 

Sono tornati a casa ieri mattina, senza Mattia e con la morte nel cuore. I genitori e il fratello di Mattia Licini sono tornati ad Alano di Piave da Vieste, in Puglia, dove si trovavano in vacanza. Mercoledì notte il terribile incidente in cui ha perso la vita il più piccolo dei due figli. Un incidente su cui il magistrato di Foggia ha aperto un fascicolo dopo l’immediato esposto alla Procura presentato proprio dai genitori di Mattia non tanto per il tardivo soccorso, quanto piuttosto perché è stata sottovalutata la gravità delle condizioni del ragazzo e i mezzi giunti sul posto non erano attrezzati per affrontare una situazione così critica. Si sarebbe potuto salvare Mattia? È stato fatto davvero tutto il possibile per lui? Sono queste le domande che in queste ore stanno straziando il cuore di due genitori che hanno perso un figlio. Secondo una prima ricostruzione le ambulanze giunte sul posto non erano medicalizzate e il personale sanitario avrebbe sottovalutato la gravità delle condizioni di Mattia facendo trasportare al punto di primo intervento prima di lui un altro ragazzo meno grave. Mattia, poi, sarebbe stato portato a questo primo punto di soccorso di Vieste quando le sue condizioni, un gravissimo trauma cranico, avrebbero dovuto spingere i medici a trasferirlo immediatamente all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Invece il povero Mattia, secondo quanto riscontrato dalla famiglia secondo cui il ragazzo non sarebbe morto durante il trasporto in ambulanza, sarebbe rimasto in attesa per oltre tre ore al punto di primo intervento di Vieste assolutamente non attrezzato per affrontare situazioni di questa gravità. Sulla base di questi elementi, il magistrato di Foggia ha deciso di sottoporre il corpo del ragazzo feltrino non solo a ispezione cadaverica, come avvenuto per Federico Venturi deceduto sul colpo per il violento impatto con l’albero, ma anche ad una approfondita autopsia che non lascerà dubbi su quando sia giunta la morte e sulle cause che hanno portato al decesso del sedicenne e soprattutto se si sarebbe potuto fare qualche cosa di più per salvarlo. In queste ore sono molte le persone che stanno esprimendo il proprio cordoglio alla famiglia Licini, molto conosciuta ad Alano di Piave. Un dolore straziante, aggravato dal fatto che Mattia – come raccontano gli amici – in vacanza si muoveva a piedi, e solo quella sera aveva accettato il passaggio dall’amico a bordo dell’Audi A4. La morte l’attendeva a 30 metri dal camping dove stava soggiornando con la famiglia, lungo una strada che la gente del posto non ritiene pericolosa e non presenta ostacoli particolari. Il segno di una lunga frenata sull’asfalto e le condizioni dell’auto hanno fatto capire immediatamente ai carabinieri della tenenza di Vieste che l’alta velocità aveva giocato un brutto scherzo a questi sei ragazzi, usciti per una serata di divertimento finita con un incubo per sei famiglie.

Il Gazzettino (Belluno)


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