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Nuovo calendario – I cacciatori: nessuna mattanza

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<<I soliti allarmismi del Wwf, non ci sarà nessuna mattanza>>. Le asso­ciazioni venatorie rispondono a Pasqua­le Salvemini, presidente regionale del Wwf, che nei giorni scorsi aveva conte­stato il nuovo calendario della caccia ap­provato dalla giunta regionale. Michele Lisi, responsabile per la Pu­glia del Cupav (Comitato unitario pu­gliese associazioni venatorie), precisa che il nuovo calendario prevede l’apertu­ra di caccia generale dal 21 settembre e la chiusura il 3o gennaio. « Sono conces­se – spiega Lisi – come la legge prevede solo cinque giornate di caccia in pre-apertura e precisamente il 3, 7, io, 14 e 17 settembre, limitativamente a due specie migratrici e in determinati territori. Poi dal 21 settembre al 5 otto­bre le giornate di caccia saranno tre fis­se a settimana (mercoledì, sabato e do­menica)». Il calendario cambierà ancora dal 6 ot­tobre. «Da questa data al 9 novembre – continua Lisi – si passerà a due giorni fissi (mercoledì e domenica) e uno a scelta ad eccezione del martedì e del ve­nerdì. Successivamente e fino a gennaio tre giorni fissi: mercoledì, sabato e do­menica». Sulla questione è intervenuto anche Flavio Maglio, vicepresidente dell’Anic (Associazione nazionale libera caccia) di Lecce. «Ci risiamo – dichiara Maglio – come ogni anno con l’emanazione del calendario venatorio regionale le sirene strombazzanti del Wwf cercano di farsi sentire gettando fango sull’assessore Russo e sul mondo venatorio». In realtà, rispetto al calendario dell’an­no scorso, ci sono delle differenze. Il giorno a scelta, approvato dall’ultima giunta e contestato da Salvemini, sarà in vigore dal 6 ottobre al g novembre. Le associazioni venatorie negano che si potrà cacciare per cinque giorni a setti­mana. «Ogni cacciatore – spiega Lisi – ha il proprio tesserino sul quale indica il giorno a scelta. Se ci sono furbi e inco­scienti che non segnano la data di cac­cia non possiamo farci niente. Confidia­mo nella vigilanza delle forze dell’ordi­ne, dai carabinieri alla polizia provincia­le, che controllano la regolarità del com­portamento dei cacciatori».


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