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QUELLE CHE IL SESSO PER CARITÀ

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L’ASTINENZA ESIBITA DELLE DONNE: OGGI LA RINUNCIA È LA VERA TRASGRESSIONE

 

Viviamo in tempi così sfrenati, o liquidi, per dirla in maniera elegante, che, che un periodo, anche breve, di castità fa notizia più dell’ultimo scandalo a base di escort, della bisessualità esibita, del matrimonio spagnolo tra due rugbisti e dei baci lesbo. E sarà perché ci si stufa anche del caviale, ma la rinuncia ha un suo, in parte perverso fascino. E’ capitato a molte, da Manuela Arcuri, signorina non proprio monacale, a Michelle Hunziker, mediaticamente fidanzata ogni nove settimane e mezzo, di ammettere i periodi di castità. E Claudia Koll, ex diva sexy, è già oltre: il 13 luglio a Vieste, nella parrocchia-santuario di Santa Maria di Merino, ha raccontato alla gente il suo cambiamento. Molti sono usciti commossi.

 

 

Ma questa è la prima estate da molti anni, in cui si discute parecchio di astinenza e poco di sesso. Parlando di casta, non viene in mente Laetitia, ma Daniela (Santanchè), leader de «La Destra», felice anche senza un compagno. Sostiene che «un po’ di castità farebbe bene a tutti», che «bisogna tornare al senso del pudore, tornare ad arrossire», affermazioni che intanto le hanno fatto guadagnare un’offerta da Tinto Brass.  

Normale fase transitoria per Cristiana Capotondi, che considera «positivo» un periodo di «castità sentimentale». Mentre Rosalinda Celentano ha coniato un’efficace e un po’ crudele immagine («la lapide sulla vagina») per dare l’idea di una scelta abbastanza definitiva.
Pur essendo ardito l’accostamento, ci sarebbe anche Paris Hilton che la scorsa settimana ha confidato di essersi avvicinata al buddismo, di aver rinunciato al sesso da un annetto. In più, ha criticato le ragazzine «che vanno a letto col primo venuto». Nota di rimpianto: «Ho perso presto la verginità, ma oggi me la terrei stretta almeno sino a ventun anni». O è un momento un po’ così, o la castità e davvero in tendenza e lei si adegua. Questo spiegherebbe anche le dichiarazioni dell’amica Lindsey Lohan, dopo il periodo di rehab, nonché l’improvvisa riconversione di Christina Aguilera (la sua canzone, «Dirrty» era un inno alla libertà di spassarsela), ospite di una trasmissione tv dedicata a i giovani del movimento «Silver Ring» che restano vergini in attesa del vero amore. E hanno già star come i Jonas Brothers, tre fratelli da Wycoff, New Jersey, fin sulla copertina di «Rolling Stone». Kevin (20 anni), Joe (18) e Nick (15), figli di un pastore evangelico, cresciuti a pane e musica cristiana, incarnano la faccia pulita del pop/rock da boyband. Sono amici di Zac Ephron e Avril Lavigne, viaggiano in jet privato e alle fan impazzite mostrano orgogliosi «l’anello della purezza», simbolo del voto di castità pre-matrimoniale.
In America spopolano anche i «Purity Ball», già 4400, cerimonie inventate a Colorado Spring dalla famiglia Wilson: le ragazze attraversano la sala da ballo camminando su un tappeto di rose bianche e passano sotto spade incrociate, poi i padri promettono di vegliare sulla castità della figlie fino alle nozze. Ma l’associazione più famosa è «True Love Waits», (Il vero amore sa aspettare) sostenuta da un marketing impressionante: magliette, spille, felpe, sciarpe, musica, raduni. Janie Fredell, criticata attivista pro-castità spiega: «Il femminismo convenzionale sostiene che controllare il proprio corpo significa libertà di fare sesso come un uomo. Io sono anti-convenzionale: prendo possesso del mio corpo attraverso la scelta di dire no agli uomini».
E quando sono i maschi a proclamarsi casti? Calciatori, poi? Kakà è arrivato vergine al matrimonio e il difensore juventino Nicola Legrottaglie dice che lo sfottono, ma non gli interessa, «perché il consiglio di Dio è di non avere rapporti prematrimoniali». Così, sulla stessa metaforica barca con Janie Fredell, si ritrovano: 1) Elizabett Abbott, autrice di una «Storia della castità» (Mondadori) (per lei, la rinuncia al sesso, non è stata «un peso frustrante» ma «una liberazione gioiosa»), prima storica ad analizzare il fenomeno dei Power Virgins 2) Daniela Santanchè, 3) l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace («Negarsi alle tentazioni è un modo di dar valore all’amore»), 4) il teologo Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina («Penso che la proposta della castità vada fatta con maggiore decisione, senza troppi timori»). Tutti insieme appassionatamente (e castamente, ovvio).

Roselina Salemi

(fonte: www.lastampa.it)


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