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All’Università di Bari la 1a laurea per cuochi

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 Il corso di laurea in Beni enogastronomici delle facoltà di Agraria e di Lettere e Filosofia, che parte da quest’anno ad iniziativa dell’Università di Bari, è un’occasione in più per tanti giovani che ambiscono ad un buon lavoro con sacrosante affermazioni. 

 

Magari non s’apprenderà a cucinare le uova al tegamino (la qual cosa non è poi così facile), ma il corso di laurea in Beni enogastronomici delle facoltà di Agraria e di Lettere e Filosofia, che parte da quest’anno ad iniziativa dell’Università di Bari, è un’occasione in più per tanti giovani che ambiscono ad un buon lavoro con sacrosante affermazioni. In pratica è una laurea per diventare cuochi con conoscenze pratiche e scientifiche in un settore che richiede sempre più specializzazione, fantasia e cultura per un miglior inserimento nelle correnti di turismo internazionale.

Monumenti e paesaggi non hanno senso se non… conditi da pasti e vini decenti. Il corso, della durata di tre anni, ideato dal professor Mauro Di Giandomenico, direttore del seminario di storia della scienza e del laboratorio di epistemologia informatica è impostato infatti in maniera tale da fornire conoscenze scientifiche e umanistiche per una formazione professionale e manageriale nella ristorazione di qualità e collettiva, della grande distribuzione e dei prodotti tipici e tradizionali.

Gli studenti si occuperanno anche di agriturismo, di turismo culturale, di architettura rurale, della viabilità storica per salvaguardare e valorizzare le risorse naturali, tradizioni e culture con particolare riferimento alla Puglia e alla Basilicata. Insomma cuochi con un’approfondita conoscenza di letteratura, chimica, matematica, delle lingue straniere, di storia delle tradizioni enogastronomiche.

Persino la psicologia del gusto sarà materia di studio nei tre anni di corso (Info: 080-5714492, digiandom@lei.uniba. it).
Digiandomenico preannuncia tra l’altro lo studio dei maestri dell’enogastronomia pugliese, primo tra tutti quel Luigi Sada che ha lasciato un patrimonio di libri sulla tradizione gastronomica pugliese. Lo studente, ricorda il professor Digiandomenico, potrà approfondire le conoscenze nel campo della produzione, trasformazione, conservazione e distribuzione dei prodotti alimentari, collaborare alle attività connesse alla valorizzazione delle tipicità enogastronomiche locali in collaborazione con enti pubblici e privati.

In tutto diciannove esami più tirocinio, stage ed elaborato finale. Non solo per essere cuochi con tanto di laurea, ma soprattutto per fruire di sana e tradizionale enogastronomia. Che è, per intenderci, quella della focaccia e non quella dei fast food.


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