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Man’do vai se l’aereoporto non ce l’hai?

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I cinesi fanno gli occhi dolci al Gargano, che non può ricambiare.

 

Forse è stato più facile per Marco Polo andare in Cina nel 1200 che per il popolo dagli occhi a mandorla venire in vacanza sul Gargano ai giorni nostri. Infatti, la Cina strizza l’occhio al Promontorio, che però, dal canto suo, non riesce a reggere questo corteggiamento perché imprigionato dall’atavico problema della mancanza di infrastrutture delle viabilità. La Montagna del sole su un articolo pubblicato lo scorso 18 agosto su Huanggiu Shibao, un quotidiano cinese diffuso in più di 1.500.000 copie veniva descritta come una terra meravigliosa con vegetazione lussureggiante,e spiagge tranquille. L’articolo è dedicato a zone di particolare interesse del Mar Mediterraneo, e per l’Italia la scelta è caduta sulla Puglia e in particolare sui Trulli di Alberobello e sul Gargano. L’articolo descrive anche i due centri balneari preferiti dai turisti italiani e cioè Peschici e Vieste. Peschici viene descritta con il suo piccolo porto a picco sul mare e con quei vialetti bianchi arricchiti da taverne, balconi fioriti, cortili e negozietti. “Nonostante sia molto piccola, si legge nell’articolo, a girarla tutta ci si impiega comunque molto tempo e quando si è stanchi di camminare, non c’è niente di male nel rifocillarsi con un piatto di orecchiette”. Vieste è invece descritta come una città antica molto bella, costruita su un promontorio sul Mare Adriatico. “Solo qui – è scritto ancora nell’articolo- si puoi capire cosa significa la frase: “Il mare è tiepido e calmo, la primavera è arrivata e i prati sono in fiore”. Tutto ciò farebbe presagire all’apertura di una nuova e appetitosa frontiera, quella orientale, del turismo garganico, che così potrebbe riprendere fiato dopo le ultime stagioni transitorie e poco fortunate. Ma per gli addetti ai lavori questa è una sfida che è già persa in partenza, un capitolo chiuso per il cronico isolamento, in fatto di viabiità, del Gargano. “L’interessamento cinese è un’ottima notizia, in quanto si riesce ad a sfidare oltre i soliti confini nazionali e internazionali limitrofi – dichiara a l’Attacco Vittoria Vecera, presidente del Consorzio Gargano Mare di Vieste -, ma allo stesso tempo e la riprova dell’assenza di infrastrutture e collegamenti veloci con i principali scali aeroportuali nazionali. I cinesi non verrebbero mai da noi. Sono abituati a spostarsi con velocità e precisione, e non credo siano disposti a sorbirsi ore di viaggio per venire da noi – aggiunge -. Abbiamo potenzialità illimitate dal punto di vista paesaggistico e d’attrattività, ma siamo in ritardo di 10 anni rispetto alla concorrenza. Ad oggi, se avessimo a disposizione i giusti strumenti, la Sardegna ci farebbe un baffo. Dobbiamo correre ai ripari, e pertanto presto sarà convocato un, tavolo combinato tra enti pubblici e privati per preparare un piano di marketing che serva a stuzzicare le attenzioni del facoltoso mercato russo”. Altrettanto scetticismo sullo sbarco cinese sul Gargano è Gigi Manzionna, presidente del Cotup ed operatore turistico. “Nella vita tutto si può fare, ma non credo che i cinesi vengano da noi, perché hanno a portata di mano zone paradisiache sotto il punto di vista balneare come Bali e Singapore. Forse potrebbero essere interessati solo da escursioni e cultura- conclude-. In ogni caso, ritengo che sia ‘molto difficile mettere in moto una macchina organizzativa che promuova il marketing in Cina, anche se so che durante le Olimpiadi a Pechino, alcuni funzionari della Regione Puglia abbiano avviato contatti in questo senso”. Ma c’è chi di queste situazioni di disagio di viabilità e collegamento ne parla da una vita, come Paolo Rosiello, operatore turistico viestario. “E’ da decenni che mi batto per l’aereoporto del Gargano e per il miglioramento delle infrastrutture. Non ci si rende conto che in queste condizioni siamo relegati ai margini del mercato che davvero conta, quello globale – sottolinea -. Si parla sempre di tante medicine (aeroporto di Amendola, Gino Lisa, Borgo Mezz’anone), ma il malato rimane sempre li e peggiora. E’ inutile farsi illusioni e progetti se non abbiamo a disposizione i collegamenti veloci. Senza ombra di dubbio posso affermare che il Gargano, insieme alla Sardegna, sono i posti più belli d’Italia – conclude -. Quella cinese sarebbe proprio una bella opportunità soprattutto in prospettiva futura, ma è una strada quasi impraticabile al momento, perché non ,riusciamo neanche più a soddisfare i nostri storici clienti svizzeri, tedeschi ed austriaci”..

Matteo Palumbo

L’Attacco


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