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Vico, gli scempi del Gargano Andrea e altre “Vite imPazienti”

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Il 26 agosto si è chiusa la mostra dedicata ad Andrea Pazienza presso il Palazzo Della Bella a Vico del Gargano, che faceva parte di una serie di iniziative, “Vite imPazienti”, con concerti e rappresentazioni teatrali, che hanno richiamato un notevole numero di ammiratori dell’artista, ma anche di persone che lo hanno scoperto in questa occasione. Il video presentato nella mostra rendeva un po’ l’idea della genialità di Pazienza che disegnava, davanti a un folto pubblico,cavalli, leoni, cavalieri con grande disinvoltura, come se stesse semplicemente ricalcando un disegno sottostante, sempre fumando e strizzando gli occhi, sia per evitare il fumo della sigaretta, sia per vedere meglio l’effetto del disegno, quando a tratti se ne allontanava. Bello, affascinante nelle fotografie che lo ritraggono sulla spiaggia di San Menaio a far capriole in acqua, l’immancabile sigaretta tra le dita, sguardo profondo e diretto di chi è consapevole del proprio fascino. Le opere pittoriche e le tavole originali dei suoi fumetti con i personaggi più noti hanno messo in evidenza l’incredibile abilità nel raccontare storie, la modernità, la vena ironica e anti ideologica di un artista, che aveva operato una scelta di campo netta sul versante della democrazia. Per intenderci non era uomo.che possa essere tirato verso destra, come pure qualche giornale di quella parte ha tentato di fare quest’estate.
Un flusso di energia créativa che sembrava inarrestabile e che invece si è improvvisamente arrestato nel 1988 per una overdose, in modo quasi incomprensibile, forse tradito proprio da quel senso di onnipotenza che lo accompagnava, di cui scrive Luca Raffaelli sul numero speciale, a lui dedicato, di “XL di Repubblica” di agosto. Ci sarebbe molto materiale per farne un mito alla Basquiat, o un film se si trovasse un regista come Julian Schnabel che ha raccontato la breve e intensissima vita dell’artista afroamericano. Il pericolo di farne un santino è stato accuratamente evitato durante la serata inaugurale, quando il fratello di Andrea e Milo Manara, altro grande fumettista, hanno messo in evidenza in modo scanzonato e sincero le difficoltà di relazione con l’amato fratello e amico, appellandolo con epiteti non proprio lusinghieri. “Se l’Italia fosse un paese normale — ha dichiarato Vincenzo Mollica, intervenuto in uno degli incontri della kermesse- esisterebbe da tempo una Fondazione Pazienza.”

Il Comune di Vico continuerà a tener vivo non solo il ricordo, ma anche gli studi su Andrea Pazienza?- chiediamo al sindaco di Vico, Luigi Damiani, ideatore dell’iniziativa, che abbiamo ascoltato per tracciare un bilancio dell’estate, e per discutere dei problemi irrisolti di questo paese del Gargano.

“Per l’estate prossima, ma questa è ancora solo un’idea – risponde Luigi Damiani -, vorremmo proporre altre vite “imPazienti, mentre per quanto riguarda Andrea vorremmo organizzare nella Torre di Guardia alla fine del lungomare di San Menalo a lui intitolato, una mostra permanente dei suoi lavori”.
 
A proposito del lungomare di San Menalo Andrea Pazienza, come ora si chiama, le segnaliamo uno scempio, che sembra uscito da un cartone animato: dalla spiaggia, prima di arrivare al cosiddetti Cento Scalini, si vede una grande muraglia che sostiene un parcheggio, forse abusivo, coperta e malamente nascosta da un folto rampicante di edera di plastica. Il sindaco ne è al corrente? Non le sembra stridente con l’aver intitolato a Pazienza quel lungomare, che, per noi, è anche una dichiarazione di impegno a vigilare su un paesaggio già tanto compromesso e a cercare di recuperano?

Naturalmente ne sono al corrente: si tratta di un abuso, già segnalato agli organi competenti, che dipende dalla procedura DIA (Dichiarazione di Inizio Attività), che viene presentata al Comune per piccoli interventi edilizi, che poi, a volte, si trasformano in abusi di questo genere.

Ma forse sarebbe il caso di vigilare con maggiore attenzione per evitare che vengano portati a termine scempi, che poi sono più difficili da abbattere.

Purtroppo abbiamo anche un problema di organico insufficiente, anche se, non lo nascondo, è necessaria una maggiore preparazione degli operatori.

Non crede che il Gargano stenti a decollare rispetto al Salento anche per la scarsa tutela delle sue coste e del suo territorio?

A parte il fatto che anche il Salento ha i suoi scempi, bisogna considerare la storia dello sviluppo turistico del Gargano, che è partito una quarantina di anni fa in modo spontaneo, da parte di persone, che piano piano si sono trasformate in operatori turistici, senza averne una preparazione. Le strutture di accoglienza negli anni Settanta erano povere, soprattutto campeggi, prima rivolti ai giovani, quelli, per intenderci che leggevano i fumetti di Pazienza, e poi via via frequentati da famiglie che non si potevano permettere vacanze più costose. E’ rimasto un luogo per un’utenza media, che ora si sta riqualificando. Inoltre nelle terre di Bari, Brindisi e Lecce, c’è tradizionalmente una classe imprenditoriale più attiva che ha saputo sfruttare alcune idee importanti, come quella del Festival della Taranta e che è stata aiutata per cinque anni da un governatore, Fitto, che è originario del Salento.

Quali sono i margini di intervento, su che cosa ritiene si debba puntare?

Credo che la riqualificazione del Gargano è più facile che parta dall’interno del territorio piuttosto che dalle sue coste, per esempio con la riqualificazione del patrimonio forestale.

Facendo attenzione che non lo incendino, come ahimè troppo spesso è avvenuto.

Ovviamente. Nella Foresta Umbra ci sono delle strutture, come vecchie caserme, che potrebbero essere il punto di partenza per un’ospitalità diffusa e qualificata.

A proposito,che ne è del famoso progetto di albergo diffuso di Gae Aulenti?

E’ un’idea certamente bella della passata Amministrazione, che, però, è rimasta un’idea, perché noi non abbiamo trovato nessun progetto e il Comune di Vico possiede solo due casette nel Centro Storico, un po’ poco per avviare un albergo diffuso.

Uno dei problemi che i turisti lamentano è la difficoltà di trovare parcheggio durante il mese di agosto, come risolverlo? E poi, non si potrebbe organizzare una navetta di collegamento tra Vico e Calenella, anche per alleggerire il traffico?

Per i parcheggi, abbiamo individuato alcune aree del paese, a ridosso del Centro Storico, ma sono di proprietà privata, per cui, escludendo l’esproprio, ricorreremo allo strumento della perequazione,

vale a dire i proprietari cedono al Comune i terreni in cambio del diritto di edificare in altre zone, ma questo comporta tempi lunghi, perché bisogna che venga approvato il Piano Regolatore. Per quanto riguarda la navetta per Calenella, bisognerebbe che qualche privato ci pensasse.

Abbiamo sentito dire che a Calenella, nella zona al di qua della Statale, scendendo da Vico, è prevista la costruzione di un insediamento. E’ vero? Non prelude a un’intensa cementificazione della piana, come è avvenuto a Peschici?

Lo escludo, perché non è stato ancora redatto il Piano Regolatore e io personalmente sono contrario a un’ipotesi di urbanizzazione massiccia E’ previsto, invece, l’ampliamento di un agriturismo, già esistente, che ha ottenuto il permesso di costruire da due Conferenze di servizio che noi abbiamo ratificato, ravvisandone l’utilità e la non invasività. D’altra parte governare e bene amministrare significa mantenere un equilibrio tra salvaguardia ambientale e necessità di ampliare l’offerta turistica.

Infine per sintetizzare il bilancio dell’iniziative di quest’estate, che cosa rimane della kermesse di Pazienza che tanto successo ha ottenuto?

Rimane la lezione che è necessario lavorare sul prodotto Gargano insieme alla sua promozione. Il prodotto Gargano deve essere composto da alcuni ingredienti, quali la naturalità, le strutture, le infrastrutture e la cultura.
Testimoniamo che se l’iniziativa culturale è stata soddisfacente e la naturalità è un dato di fatto, resta molto da fare sul piano delle strutture e infrastrutture. Per queste cose occorre lavorare con ”imPazienza”.


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