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La risposta di De Meo a Sgarbi sul Ponte alle Tremiti

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Che un grande critico d’arte, come il Prof. Vittorio Sgarbi abbia espresso un parere, positivo o negativo, sul mio progetto definendolo “una gran furbata”, è un grande onore per me! Questo significa che l’idea di ripristinare un vecchio ponte in legno, esistito nel periodo Borbonico, che collegava le Isole Tremiti tra di loro, continua a incuriosire e a far parlare a livello nazionale!
Tantissimi sono i sostenitori di questa iniziativa progettuale, numerosi i docenti universitari, gli esperti di turismo internazionale, gli economisti, gli ingegneri, i tremitesi, i politici, gli storici, che ritengono che questa idea possa rilanciare il turismo internazionale sul Gargano, oramai in totale retrocessione a causa di scelte politiche fallimentari e degli incendi!
Condivido quello che ha detto Sgarbi, dai noi al sud, le case sono di pietra con il tetto in legno e non totalmente il legno come al nord!
Però, ho progettato un ponte in legno, non perché è un materiale ecologico, ma per recuperare la memoria storia del vecchio ponte in legno di quercia, che era già in quel periodo tra i ponti in legno più lunghi del mondo, perché il manufatto è reversibile, con un basso impatto ambientale, leggero, con poche opere di fondazione, ecc…
Lo studio per la realizzazione di un nuovo ponte si prefigge di raggiungere i seguenti obiettivi:
Ø elimini le barriere naturali ed architettoniche e renda accessibile il territorio attraverso percorsi e strutture idonee per disabili, portatori di handicap ed anziani;
Ø consenta una maggiore fruibilità ed abitabilità delle isole;
Ø non deve imporsi sul paesaggio ma deve diventare parte di esso, in armonia con tutto ciò che lo circonda, deve arricchire il paesaggio ed essere un monumento;
Ø sia una costruzione reversibile, nel senso che se si decidesse di smontarlo si tornerebbe allo stato iniziale senza danni e tracce residue sull’ambiente come è successo per il vecchio ponte;
Ø incrementi il valore scenico e panoramico, sia un valore aggiunto;
Sul ponte ci saranno anche dei box, che non intaccheranno l’economia dei residenti e che avranno la funzione di promuovere le città del Gargano, della Puglia e del Molise, incentivando i turisti a recarsi anche verso le località garganiche e pugliesi, in questo modo si riuscirà a distribuire il turismo su tutto il territorio, facendo diventare le Tremiti “il cuore pulsante del Gargano”.

Ritengo che il territorio Garganico abbia bisogno di grandi simboli come la Torre di Eifell, il Ponte Vecchio, il Colosseo,la Tower Bridge di Londra ecc..opere che hanno reso famosi, in tutto il mondo, quei territori e aver attirato il turismo internazionale.
Oggi, per attirare il turismo internazionale sul Gargano non bastano più le coste e un mare cristallino, serve qualcosa che altre località non hanno, un simbolo unico a livello mondiale.
Dobbiamo anche ricordare le finalità della “legge quadro sulle aree protette n. 394/91”, che nei principi generali persegue l’obbiettivo della salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici.
Allora perché non recuperare un pezzo di storia importantissimo del nostro territorio?
Il Re Ferdinando II di Borbone, costruii un collegamento tra le isole per 400 detenuti, perché non dovremmo ripristinarlo noi per gli attuali 400.000 turisti?
Le critiche ci saranno sempre, però bisogna essere fiduciosi e tentare questa grande sfida!!!
Le motivazioni della mia proposta progettuale saranno esposte il 18 ottobre alle ore 18, presso il Palazzo dei Celestini a Manfredonia, organizzato dall’”Associazione Centro Cultura del mare” e patrocinato da numerosi enti, sono previsti gli interventi di numerosi politici ed esperti del settore.


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