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Piano della Salute: i manager hanno sei mesi per l’attuazione

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Tempo sei mesi e il Piano della salute vedrà la propria definitiva consacrazione. La sanzione avverrà per mezzo dei provvedimenti «attuativi» dei manager Asl. Atti che dovranno indicare i posti letto assegnati a ciascuna specialità, in ciascun singolo ospedale. E quanto prevede uno degli emendamenti approvati ieri dal consiglio regionale, su iniziativa dell’opposizione di centrodestra. Dopo un articolato dibattito (che ha chiuso quello avviato nella propedeutica seduta di luglio) e una lunga sede di votazioni, l’Aula ha terminato i lavori per il varo del Nano della Salute attorno alle venti. Stamattina si riprende.
Due i nodi da sciogliere, prima di licenziare il Piano: il molo dei consultori privati (l’opposizione chiede il loro esplicito riconoscimento, la maggioranza replica che lo si potrà ottenere solo dopo il percorso che spetta a qualsiasi azienda sanitaria privata che voglia accreditarsi col servizio pubblico) e quello dei posti letto. Qui il capitolo è meno complesso, sebbene più contrastato. L’opposizione chiederà (inutilmente) che vengano «rispettate le promesse elettorali di Vendola di riaprire tutti gli ospedali di cui ha parlato in campagna elettorale». Richiesta che non si potrà accogliere in alcun modo. Perché, come detto in diverse occasioni, il Piano della salute indica il fabbisogno dei letti in ciascuna provincia lasciando ai manager Asl ogni scelta successiva sulla loro dislocazione (ad ogni modo, rispetto alla versione di luglio, aumentano di 80 posti la dotazione della Asl della Bat).
L’emendamento del centro- destra (firmato tra gli altri da Roberto Ruocco e Rocco Palese e fatto proprio dalla maggioranza) punta ad eliminare la possibile disomegeità nell’azione dei manager Asl Chiede di approvare «entro sei mesi» i Pal (piani attuativi locali). E di nominare, in caso di inadempienza, un commissario ad, act che provveda nel giro di 3 giorni. IPa1, inoltre, devono essere approvati «simultaneamente» dalla giunta regionale. In modo da allineare sullo stesso traguardo tutte le Asl. Via libera anche ad un altro corretti- vo proposto dall’opposizione:
prevede che ciascun Pal sia corredato da apposita certificazione relativa alla copertura finanziaria, firmata dal manager, dal direttore sanitario e quello amministrativo. Come dire: niente annunci, senza le risorse. La maggioranza non ha avuto difficoltà a dare il via libera alla norma di un varo di un regolamento per il funzionamento di ogni distretto sanitario. Il governatore ieri non era presente in aula e la circostanza ha fatto irritare l’opposizione, che ha chiesto la sua presenza oggi nella discussione sui posti letto. Punto di acuto contrasto potrà essere il dibattito sulla “salute delle donne” e delle relative disposizioni sull’interruzioni della gravidanza. Il Piano punta a disciplinare, anche con trasferimenti di personale, i casi in cui in un consultorio sia presente un solo medico e obiettore di coscienza.
Da segnalare le critiche al Piano da parte del Pdci. Il che lascia preludere ad un voto negativo nella seduta di oggi. Qualche distinguo in voti assai marginali anche dal gruppo di Rifondazione. Che, invece, è stata solidale con l’impostazione generale del lavoro di Tedesco. Palese ha protestato per il mancato esplicito riconoscimento di Lecce quale sede di facoltà medica
Il dibattito ha ripercorso il cliché di luglio. L’opposizione ha parlato di un piano nato morto. Tedesco ha replicato che «il Nano è persino anticipatore di quegli indirizzi che oggi il governo Berlusconi pone all’attenzione degli italiani», Ovvero: l’eliminazione di ospedali marginali, il potenziamento della medicina territoriale, il ruolo centrale della sanità a tutela della donna.


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