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“QUEL SERVIZIO SULLA GAZZETTA CHE PROPRIO NON HO CONDIVISO”

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Sono rimasto molto dispiaciuto dell’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 5 settembre scorso"UNA BORGATA IN MANO AI CLANDESTINI"articolo scritto con la malizia di far vendere sicuramente qualche copia in piu’ al quotidiano. Conosco da anni l’operato di Don
domenico Facciorusso direttore della Caritas Diocesana e Parroco del
Borgo in questione e so bene con quanto amore, umanita’e
professionalita’ gli stranieri siano trattati dai suoi volontari.Gli
operatori della Caritas di Rodi Garganico sono rimasti stupiti dalla
leggerezza con cui tale articolo ha trattato Borgo Mezzanone in quanto
per loro tale Borgo e’ stato sempre un punto di riferimento per
imparare a fare carita’.Si doveva, invece di scrivere tali cose
discutibili ,scrivere che Borgo Mezzanone ha bisogno di piu’ mezzi,
piu’ sicurezza e di piu’ servizi.Con tali articoli non si fa altro che
alimentare sempre piu’ la paura verso gli stranieri verso chi ha
cultura e fede diverse dalla nostra.Voglio invitare tutti gli
operatori e Don Domenico stesso a perseverare nel fare il bene e ad
avere speranza in un mondo nuovo e bello!
La speranza non delude (Rm 5,5)! Così San Paolo nella sua spericolata
vita di messaggero di Cristo. L’apostolo delle genti più volte ha
saggiato l’amaro della delusione, il fallimento della predicazione
rimanendone sempre forte nella speranza che Dio era con lui, il figlio
Gesù Cristo lo arricchiva per annunciare nell’amore la lieta parola di
Dio.
Cos’è la speranza cristiana? Per chiarire l’idea di speranza ci
facciamo aiutare dalle parole del catechismo della chiesa cattolica
che dice: "La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo
il Regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la
nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle
nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo… La virtù
della speranza risponde all’aspirazione alla felicità, che Dio ha
posto nel cuore di ogni uomo… salvaguarda dallo scoraggiamento;
sostiene in tutti i momenti di abbandono; dilata il cuore nell’attesa
della beatitudine eterna". (Catechismo, 1817-1818).In questo suo
momento difficile la Speranza, ci porta a credere e confidare
nell’amore di Dio.
Sperare per il cristiano è un obbligo, sperare diventa stile di vita,
scuola per un cristianesimo che ancora può dire la sua in un mondo
profondamente cambiato.
La speranza ci ha sorretto e ci sorregge, soprattutto nei momenti di
difficoltà, di fatica, di delusione; il terremoto con le sue
complicate e nascoste conseguenze ha indebolito rapporti, relazioni…Se
Dio viene abbandonato, la speranza diventa interesse personale,
proprio tornaconto, con Dio la speranza diventa vita, bellezza,
concordia.
Spero tanto che il vostro apostolato prosegua con quel grande amore
che sempre mi avete mostrato.
Con voi e per voi sono annunciatore e testimone di Speranza, essa è
silenziosa, calma, tranquilla, non ha bisogno di tante parole né
chiacchiere, la Speranza non fa rumore è come la neve silenziosa,
umile…un uomo da me molto amato scrisse prima di morire alcuni versi
in cui immagina la speranza come un bulbo che vuole nascere e
germogliare:
"Vorrei arrivare al varco con pochi, essenziali bagagli,/ liberato dai
molti inutili,/ di cui l’epoca tragica e fatua ci ha sovraccaricato… /
E vorrei passare questa soglia sostenuto da poche,/ sostanziali
acquisizioni/ e da immagini irrevocabili per intensità e bellezza/ che
sono rimaste/ come retaggio./ Occorre una specie di rogo
purificatorio/ del vaniloquio/ cui ci siamo abbandonati/ e del quale
ci siamo compiaciuti./ Il bulbo della speranza,/ ora occulto sotto il
suolo/ ingombro di macerie/ non muoia,/ in attesa di fiorire alla
prima primavera".
Non scoraggiatevi ,io sono con tutti quelli che vi stanno vicino…
Ognuno si faccia carico per la propria parte del bene comune da
realizzare secondo il disegno di Dio.

don Michele Pio Cardone


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