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Marcegaglia: «La Puglia nel Sud è la regione più avanzata»

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La presidente di Confindustria a Bari spiega perchè la nostra regione è così importante imprenditorialmente e le sue potenzialità economiche. «Con la mia azienda nella regione ho fatto investimenti su energia e turismo. La Puglia sembra essere l’unico raggio di sole per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nell’ennesima giornata grigia dell’economia nazionale. L’Istat annuncia ancora un calo della produzione, la Confesercenti gela tutti con i dati sui consumi fermi, l’U nioncamere pubblica i dati sull’occupazione che vedono il Sud in coda come sempre. «Alcuni mesi fa siamo stati i primi a parlare di un allarme crescita, abbiamo stimato per il 2008 una crescita dello 0,1%, siamo stati tacciati da molti di essere eccessivamente pessimisti. Credo che nella previsione che presenteremo il 18 settembre scenderemo ancora, dallo 0,15 allo 0%, forse anche qualcosa in meno», ha detto la Marcegaglia, che ha aggiunto: «C’è qualche speranza che a livello di economia internazionale nel 2009, soprattutto nella seconda parte dell’anno, si possa vedere qualche miglioramento, specie se il prezzo del petrolio rimarrà stabilmente sotto i 100 dollari e se il rapporto dollaro-euro vedrà un riequilibrio. L’importante è creare le condizioni per agganciare questa possibile crescita».
Ma il sorriso si riaffaccia quando parla del ritorno di Confindustria alla Fiera del Levante, dopo sei anni che l’appuntamento inaugurale veniva disertato dal presidente nazionale. «Sono qui – dice la Marcegaglia – per gli imprenditori pugliesi. La Puglia è la regione più avanzata del Sud, non a caso l’anno scorso ha fatto registrare una crescita del 2%, migliore della media del Sud». Emma Marcegaglia conosce da vicino quello di cui parla: «Con la mia azienda ho fatto investimenti su energia e turismo. Ho puntato sulla Puglia e ne sono soddisfatta. C’è un dinamismo interessante».

IMPRESE ED ENTI LOCALI – Ma il dinamismo è solo degli imprenditori: i pugliesi l’hanno detto chiaro e tondo anche nell’incontro a porte chiuse, la presidente non si fa pregare sul tema. Brunetta in mattinata aveva valutato tra 15 e 18 miliardi il recupero di Pil che deriverebbe da una pubblica amministrazione più efficiente. E alla Marcegaglia il progetto Brunetta piace: «L’inefficienza pubblica ha un peso enorme, soprattutto lì dove emergono atteggiamenti clientelari e non di supporto alla crescita. Quanto fa Brunetta nel tagliare le leggi, premiare chi fa bene e punire chi fa male, è positivo. Il problema è la cattiva ordinaria amministrazione».

FEDERALISMO, RISCHI E RISORSE – E dagli enti locali al federalismo il passo è breve. Cautela sulla bozza Calderoli: anche la Marcegaglia ammette i problemi di perequazione e fisco. Gli industriali pugliesi chiedono che le aziende paghino le tasse lì dove producono e non dove hanno la sede legale. Chiaro il riferimento a Emilio Riva e all’Ilva di Taranto: «Sarebbe un grave problema, se non fosse così. Per il momento la delega Calderoli mi sembra abbastanza generica. Avremo tempo». Il federalismo piace: «Va bene se serve ad abbassare la spesa pubblica e ad avvicinare chi amministra ai cittadini. Ma servono meccanismi di perequazione molto chiari, in particolare su istruzione e sanità».

FERROVIE, «ALIPUGLIA» E INFRASTRUTTURE – Mentre la Puglia fa i calcoli sul federalismo che verrà, la cronaca racconta di treni veloci che lasciano la Puglia per il Nord e voli che volano via insieme ai sogni di gloria dell’Alitalia. E in cambio? Solo progetti, quelli pubblici che non diventano cantieri e quelli privati, come l’idea di AliPuglia, compagnia privata che provi a trovare uno spazio tutto suo.Marcegaglia: «Sconsiglieri gli imprenditori che volessero fare una compagnia aerea privata. Per quanto riguarda trasporti e infrastrutture parliamo di carenze importanti. Un imprenditore che vuole investire si informa subito sulle infrastrutture. Priorità? Siamo talmente indietro che l’importante è partire».

CONTRATTI E REGOLE – Dopo dieci incontri la Confindustria ha preparato la sua proposta per una riforma dei contratti ora all’esa – me dei confederali. «Insieme ai sindacati chiederemo al governo che venga rinnovata e resa stabile la detassazione sugli straordinari e i premi variabili, e la decontribuzione del salario di produttività », annuncia Emma Marcegaglia. «Se va avanti questa idea – ha proseguito – e se alleggeriamo il contratto nazionale e spostiamo più risorse a livello aziendale, ciò che viene dato a livello aziendale vale un 20% in più rispetto a quello che viene dato a livello nazionale».


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