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A RIGNANO GARGANICO SI ALLEVANO DA OGGI LE LUMACHE NOSTRANE

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E’ l’unico allevatore di lumache della provincia di Foggia. si tratta di Venanzio Piccirilli, 28 anni, che ha messo su “la ciammarica” nella sua amata Rignano Garganico – l’allevamento per ora occupa 10.000 metri quadri di terreno, in futuro si pensa di ampliarlo.

 

Quella di coltivare lumache è una passione che aveva fin da bambino. Ora l’hobby di un anziano agricoltore di Rignano Garganico, il più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano, è diventato una impresa economica. Venanzio Piccirilli, 68 anni, ha fondato alcuni mesi fa la "Ciammarica" (il nome significa letteralmente “lumaca” ed è tratto dal dialetto locale), un’azienda che alleva e vende lumache tipiche del Promontorio. Le lumache con sugo e linguine o “lajne” (tagliatelle fatte in casa) sono un prodotto tipico di Rignano. Piccirilli vuole riscoprire quest’antica tradizione e riportare sui mercati una pietanza proteica ed energetica, utilizzata addirittura nel campo della medicina per combattere mal di stomaco, mal di gola e trovare soluzioni contro il cancro. La sua azienda è ubicata in località "Le Grotte" nelle campagne rignanesi (lungo la Pedegarganica) ad un tiro di schioppo dalla famosa Grotta Paglicci, giacimento preistorico risalente al Paleolitico. Piccirilli, che nel 1971 ha sposato la compaesana Grazia Buttacchio (59 anni), dalla quale ha avuto due figlie, Marilena e Rita, si occupa da sempre di allevamento e agricoltura, utilizzando le strutture di famiglia, un’antica masseria costruita probabilmente nel 1851, così come si evince dalle incisioni rinvenute su un portale e riportante le iniziali del suo bisnonno “M.P.” (Michele Ponziano).

Da ragazzino raccoglieva le lumache lungo la fascia pedegarganica. Quando il lavoro lo permetteva lo faceva in compagnia del padre Giovanni o della madre Antonietta Ponziano. Nel 2007 l’incontro decisivo che lo ha convinto a scommettere nel settore dell’elicicoltura, quello con l’Associazione Nazionale Elicicoltori di Cherasco (Cuneo), dove si recherà per un incontro-esposizione dal 20 al 22 settembre 2008. Per il momento ha impegnato poco più di 10.000 metri quadri dei suoi terreni agricoli, ubicati alle pendici della collina rignanese. In futuro, se le cose andranno bene, dopo aver ultimato il periodo di “rodaggio” di 12 mesi, Venanzio pensa di ampliare il suo allevamento e di diventare la più grande azienda della Puglia (più grande della sua ce n’è una soltanto in Salento, mentre altre starebbero per nascere in Capitanata). Per il 2008-2009 pensa di produrre dai 20 ai 30 quintali di chiocciole, nel 2009-2010 è sicuro di raddoppiare la produzione. Ma tutto dipenderà dalle condizioni climatiche e dalla continua desertificazione del Tavoliere. Per il momento spazio alla promozione attraverso i servizi offerti dall’agenzia Garganopress (www.garganopress.net) e alle indicazioni della Associazione Elicicoltori. Il suo è un prodotto garantito proveniente da allevamento autoctono e a ciclo biologico completo. Il prezzo praticato per il 2008 è di 8-10 euro al chilo. Una volta comprato le lumache, vendute vive, sono immediatamente cucinabili, grazie al lungo periodo di “padejamente” (spurgatura del superfluo e pulitura intestinale).

A Venanzio Piccirilli abbiamo posto alcune domande sul suo “strano” allevamento.

Quale lumaca viene allevata a Rignano?

La lumaca allevata a Rignano è la classica Helix Aspersa Muller. L’animale, dotato di guscio, è una chiocciola molto versatile, tanto da riuscire ad adattarsi a qualsiasi condizione climatica e di coltura. Inoltre, è l’unica specie che può essere prodotta anche in condizioni arti­ficiali, al coperto (ma non è il caso dell’allevamento rignanese). L’Helix Aspersa è molto utilizzata in elicicoltura soprattutto per l’alto numero di uova che depone in un anno a con­fronto le altre specie. Si contano da 3–4 deposizioni annue, a seconda delle regioni e del clima dell’impianto con una media di 80–85 uova per nido.

Cosa si produce di “strano” dalla lumaca?

Tra le “stranezze” prodotte dalle lumache c’è la cosiddetta “elimina” una originale crema naturale con estratto di bava dell’animale. Ha eccezionali proprietà rigenerative ed antiossidanti, nutre i tessuti della pelle migliorandone tono ed elasticità. Possiede una naturale azione esfoliante. Riduce visibilmente gli inestetismi della pelle come: segni dell’acne, macchie, cicatrici, smagliature, rughe e scottature. Contiene in forma naturale e biodisponibile: acido glicolico, allantoina, collagene, elastina, proteine e vitamine. Le lumache, dicono, non subiscono alcun disturbo, la raccolta della bava viene effettuata in maniera passiva per non danneggiarle.

Cosa mangiano di buone le sue chiocciole?

Un po’ di tutto, soprattutto cicoria, bietola, cavolo, carota, zucchina, girasole, pane e zucca, che vengono prodotte sempre in questa azienda seguendo antichi regimi di agricoltura biologica e controllata.

Come cucinerebbe le sue lumache?

Alla rignanese, ossia con “lajne” (tagliatelle fatte in casa), pomodorino, cipolla, alloro, vino bianco e aromi naturali. Il tutto contornato da buon pane e da un filo di olio locale. Mia moglie Grazia le prepara anche diversamente, per esempio con le patate. E c’è chi le frigge, le rosola con in vino e la mollica di pane, le cuoce alla brace.

Non ha paura che le sue lumache scappino di notte?

Abbiamo adottato le più sofisticate misure di sicurezza che l’agricoltura biologica ci mette oggi a disposizione. Non possiamo dire di cosa si tratta, ma di sicuro dovrebbero impiegare tanto tempo ed energia per “evadere” dal nostro allevamento. Per natura le lumache sono lente e pigre, per cui siamo convinti che nulla accadrà.

Per informazioni: tel. 0882/820817 – cell. 338/6865484
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