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E la Puglia sogna voli «autarchici»

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Prende corpo l’ipotesi «AliPuglia» (ma in ballo c’è anche il nome «Infinity»), ovvero l’idea di mettere in piedi una compagnia regionale di voli tramite una società mista (al 51% pubblica). Ieri, infatti, il consigliere regionale Giacomo Olivieri (Pd), mentore dell’iniziativa, dopo aver raccolto le adesioni di diversi imprenditori (il presidente dell’Interporto Degennaro, l’imprenditore edile Canonico, Antro del consorzio Sigi e il presidente Adp Di Paola, che investirebbe 100mila euro per proprio conto) ha presentato ai sindacati di categoria il «business plan». Il piano, che si basa su un capitale di circa 20 milioni di euro, prevede sei voli giornalieri di 90-120 minuti con 2-3 «Airbus 320» affittabili al costo di 150mila euro al mese da 180 posti, ad un prezzo medio per biglietto di 43 euro.

L’idea è di mettere in piedi – spiega l’autore del piano, Vincenzo Liso – una compagnia «real cost» (non «low», dunque) su modello di quanto fatto da Volareweb. Con ogni aereomobile affittato si calcola la possibilità di effettuare 8-12 tratte e ammortizzare i costi sulla base di parametri medi: da quelli dei servizi a terra (circa 13-15 euro a quintale) a quelli dell’equipaggio sino a quelli del carburante (che su ogni biglietto pesa per circa il 45%). In base a tali parametri, un Bari-Milano potrebbe non costare più di 60 euro e su qualsiasi delle tratte previste basterebbe riempire 80 dei
180 posti per ogni volo (200mila passeggeri) per raggiungere il «break even», ovvero il pareggio dei conti.

Altre destinazioni previste dal piano sono Parma (per l’Emilia), Ciampino (per il Lazio), Palermo (per la Sicilia), nonché destinazioni estere utilizzando il modello «charter» e trasporti cargo ma solo per piccole merci.

L’auspicio dei promotori dell’iniziativa è, però, che ci sia una partecipazione della Regione Puglia (la norma lo consentirebbe solo tramite società «veicolo» o controllata ), visto l’interesse pubblico
(la garanzia al diritto universale della della mobilità) che la compagnia avrebbe per i pugliesi.

Dalla Regione, però, sinora sono arrivati segnali discordanti: il presidente Vendola avrebbe delegato Di Paola ad interessarsi della vicenda ritenendola un’ipotesi da non sottovalutare, mentre l’assessore ai Trasporti, Mario Loizzo, ha manifestato in più occasioni contrarietà.

Anche dai diversi gruppi consiliari, convocati ieri per esprimere un parere, sono arrivate opinioni discordanti: sì senza indugi da Loperfido (Udc) e da De Sanctis (Pdci), mentre per Sannicandro (Prc) il sì è condizionato al fatto che non entri nella società l’ente regionale.

A favore anche il Pd (presenti il capogruppo Maniglio e Cioce) e l’Udeur, che tramite Buccoliero chiede a tutti gli imprenditori uno «scatto d’orgoglio», perché potrebbe essere l’occasione non solo per difendere dalle dismissioni di Alitalia gli aeroporti di Bari e Brindisi, ma anche per rilanciare il Salento tramite gli scali di Galatina e Grottaglie.

Per la Puglia prima di tutto come per An (presente Tommy Attanasio) l’idea è meritevole di attenzione, ma «non è praticabile una partecipazione pubblica». Dall’eurodeputato di An Tatarella, nel corso del convegno Uen di Polignano, il monito a chiedere «che sia rispettata la concorrenza, di modo che una qualsiasi compagnia aerea sia libera di programmare i propri voli senza subire logiche di monopolio» e a «fare in modo che possa essere allettante volare da e per la Puglia».

La proposta è stata «benedetta» anche dalle ambasciate pugliesi e lucane, rappresentate dal decano Pierluigi Rossi, pronte a sostenere il turismo religioso (si pensi al S. Nicola) dai paesi dell’Est. Cauti, per ora, i sindacati.
Bepi Martellotta


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