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S. Giovanni Rotondo, Agropolis verso il restauro

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Il complesso “Agropolis” tornerà al suo antico splendore. L’esecutivo della Comunità Montana del Gargano ha approvato il progetto preliminare per il recupero del complesso “Masseria pilota Agropolis” ubicato sulla statale Monte Sant’Angelo- San Giovanni Rotondo.

Gli interventi edilizi consisteranno nel restauro e nel récupero funzionale ed igienico-sanitario del complesso immobiliare. L’importo stimato ammonta a 8.610 euro, a carico del bilancio dell’ente. Nello specifico, gli interventi riguarderanno sia le opere di risanamento strutturale che igienico sanitario, l’impiantistica, l’installazione di un impianto fotovoltaico, ma anche l’acquisto degli arredi. I lavori dovrebbero iniziare a breve, appena concluse le procedure previste, non ultima, naturalmente, il bando per l’affidamento dei lavori. A questo punto, la decisione dell’Ente montano di provvedere con una certa urgenza ad effettuare le opere di risanamento del complesso, è stata dettata, senz’ombra di dubbio, dalla necessità di non pregiudicare lo stato degli immobili che, ricordiamo, da alcuni anni, sono letteralmente abbandonati. Il progetto di recupero della struttura è il primo passo per poi passare al suo utilizzo. Il dopo, infatti, rappresenta una vera e propria incognita. Difficilmente, l’Ente montano potrà gestire direttamente il complesso, più verosimile che possa affidarne la gestione ad un privato, se non proprio ad un ente pubblico. Il complesso immobiliare, nato oltre dieci anni addietro e costato circa trenta miliardi delle vecchie lire, in virtù dei fondi, previsti dal secondo piano annuale di attuazione dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno, da circa tre anni il complesso immobiliare è chiuso, vigilato giorno e notte da guardie private che all’ente montano costano, mensilmente, diecimila euro.
Fino a tre anni fa l’azienda agrituristica era stata gestita da Vincenzo Trotta imprenditore di Monte Sant’Angelo, il quale s’era aggiudicato i beni mobili (per un importo di trecentoventimila euro) messi all’asta dal giudice Egiziano Di Leo del tribunale di Foggia, delegato al fallimento della “Gestione Agropolis s.r.l”.
Anche Trotta, però, dopo qualche mese, ha dovuto rinunciare a quella che è subito sembrata essere un’impresa al di sopra delle sue possibilità,
Senza parlare della Opus s.r.l, società di cui si sono, letteralmente, perse le tracce, e la cui gestione, durata poco più di un anno, è stata a dir poco disastrosa. Il percorso gestionale di Agropolis non è stato, dunque, proprio tranquillo, se solo ricordiamo le mai sopite polemiche legate alla gestione “allegra” dell’Azienda che, a parere di tanti, è stata la causa che ha portato il giudice del tribunale di Foggia, Egiziano Di Leo, a pronunciare la sentenza di fallimento della “Agropolis s.r.l”.
Una vicenda, questa del fallimento, ancora tutta da scrivere per i troppi passaggi, non sempre chiari e ben definiti, che si sono succeduti e sui quali nessuno, almeno fino a questo momento, ha inteso guardare le carte.

Francesco Mastropaolo


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