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“Un amore chiamato Gargano”

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Anna Maria Colonna, collaboratrice del sito internet "Il Reporter, raccontare oltre il confine", rivive con parole estasianti il suo incontro con "il meraviglioso" nella sua vacanza laddove "cielo e mare si sposano ogni giorno"

Il testo (di seguito riportato integralmente) e le foto dell’articolo sono consultabili direttamente sul sito de "Il Reporter"


Un amore chiamato Gargano
di Anna Maria Colonna

Mi ha parlato con la voce dei gabbiani. Con il cullare delle onde. Con il soffio del vento. Mi ha rapita con l’incanto di un notturno estivo. Uno di quei notturni che ti lasciano senza fiato.

La sua è una presenza silenziosa. Un camminare in punta di piedi per non disturbare. Sapevo del suo fascino.  Ma io non ne conoscevo la modestia. Così semplice. Il nostro primo incontro è stato l’anno scorso, in piena estate. L’avevo accanto e non me ne ero mai accorta.

Perché il meraviglioso si cerca sempre altrove. Lontano. Tre ore di macchina erano bastate per arrivare dove cielo e mare si sposano ogni giorno.

Me ne sono innamorata subito. Un anno intero non è servito a dimenticarlo. Ho cercato libri che mi parlassero di lui. Ho rivisto le foto fino ad impararne a memoria la sequenza. Dovevo rivederlo. A tutti i costi.

Così sono ritornata lì, dove l’ho conosciuto. Quest’estate. Esattamente un anno dopo.  Non è cambiato nulla. Bellissimo. Sempre.  

Si chiama Gargano e abita in Puglia. Nella parte nord, precisamente. Veste il verde della Foresta Umbra e il blu del mar Adriatico. La sua casa è fatta di spiagge incontaminate e di città curiose.

L’anno scorso aveva negli occhi la tristezza di un incendio devastante. Ora il suo sguardo riflette la certezza di una rinascita.

La mia vacanza è iniziata a Vieste, in un campeggio. Si racconta che il nome di questa città derivi dall’antica presenza di un tempio sacro a Vesta o da Apeneste, il suo appellativo in età romana.

La costa di Vieste è ricchissima di grotte, visitabili in barca. Ed è qui che l’uomo si rende conto delle capacità straordinarie della natura, abile artigiana.

Una delle grotte più belle è quella dei Sogni, dove l’acqua è così cristallina che sembra non esserci. A Vieste ho comprato un carta stradale del Gargano. Non volevo perdermi nulla.

È stata la volta di Mattinata, bianca in mezzo al verde degli ulivi. Difficile trovare una delle sue spiagge di ciottoli, raggiungibili attraverso piccole strade disperse nella campagna. 

Ma i tesori sono sempre nascosti. Ed è stato a Mattinata che ho scoperto qualcosa di indicibile. Una spiaggia. Pittoresca. Incredibilmente bella. Parlo di Baia delle Zagare.

Sveglia alle sei. Per accedervi occorre recarsi presso il Comune di Mattinata, dove vengono distribuiti trenta permessi al giorno. Sì. Perché solo trenta persone al giorno possono sostare in quella spiaggia, il cui ingresso si trova nel giardino di un hotel a cinque stelle.

Sulla litoranea Vieste – Peschici un cartello indica Spiaggia Zaiana. Per arrivarci si scendono degli scalini scavati nella roccia che, imponente, circonda il luogo.

Sì, perché per raggiungere le spiagge del Gargano devi attraversare le montagne. Non altissime, ma sempre montagne. Quelle coperte da foreste. Quelle abitate da animali liberi, come i caprioli. Li vedi passeggiare, inconsapevoli, sul ciglio della strada.

Peschici città, poi, arroccata su una rupe a strapiombo sul mare, di sera ha l’aspetto di un presepe. Caratteristico il suo centro storico, pieno di negozietti aperti fino a notte fonda. In uno di questi ho conosciuto una signora che fabbrica bambole. Quelle con cui giocavano le nonne del Gargano. Di cartapesta e conchiglie.

Da Peschici sono partita per le isole Tremiti. Un tramonto sulle Tremiti è pura poesia. Le ho riviste per il secondo anno. La stessa emozione ha accompagnato il mio viaggio. Ed un ricordo vivo. Insistente.

Dalla nave abbiamo avvistato dei delfini. Erano lontani. Ma vederli nel loro habitat naturale trasmette allegria, gioia di vivere.

Tante volte mi chiedo perché la gente voglia andare lontano. Semplicemente per seguire la moda? Mi è stato chiesto perché ho scelto il Gargano. Mi è stato detto che sul Gargano non c’è niente. Che è un posto noioso. Che ci sono poche discoteche.

Una risposta sola.

Un amore chiamato Gargano.


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