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Vieste/ Il Consiglio Comunale vota l’incompatibilità di Mauro Clemente (1)

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Si è tenuta questa mattina la seduta del Consiglio Comunale, tre gli accapi posti all’ordine del giorno, due ratifiche di delibere di Giunta municipale inerenti variazioni di bilancio e l’argomento più importante che riguardava il Consigliere Mauro Clemente.
Infatti si decideva oggi la sua decadenza per effetto dell’incompatibilità contestatagli dal Consiglio Comunale a seguito del decreto ingiuntivo del maggio scorso. Gli argomenti relativi alle due ratifiche sono stati approvati senza grosse discussioni, poi si è passati all’argomento principale.
Il Sindaco nella sua relazione iniziale ha rievocato i vari passaggi e citato alcune sentenze del Tar Puglia, sede di Lecce, Tar Veneto e Tar Campania, quelle sentenze a parere del Sindaco legittimano l’iter procedurale attuato dalla maggioranza nei confronti del Consigliere Mauro Clemente a cui è stata contestata l’incompatibilità con la carica di Consigliere Comunale.
Il Sindaco ha spiegato che nonostante le osservazioni del Consigliere Clemente prodotte nelle varie fasi, “l’incompatibilità a seguito anche delle sentenze citate permane e quindi questo potrebbe invalidare gli atti del Consiglio Comunale, ragion per cui è necessario oggi votare la decadenza”.
Il Sindaco infine ha dichiarato: “è bene rilevare che l’Amministrazione Comunale, sino ad oggi, ha operato nel pieno rispetto della legge, tenuto conto che la Corte Costituzionale con sentenza n. 240/2008 ha dichiarato la piena ligittimità costituzionale dell’art. 63, commi 1 e 4, del decreti legislativi n. 267/2000”.
Poi è iniziato il dibattito politico in aula, è intervenuto il Capogruppo della maggioranza Pasquale Pecorelli ’44 che ha voluto ampliare la relazione del Sindaco, le sue prime frasi sono state queste “certamente non farà piacere a nessuno dichiarare la decadenza dalla carica un Consigliere Comunale eletto democraticamente, il dovere però, impone all’Amministrazione Comunale di assumere, a volte, anche spiacevoli decisioni, come nel caso specifico, tenuto conto in particolare, dello spessore della vicenda che sta determinando l’assunzione di tale provvedimento”.
Pecorelli ha concluso affermando: “Questa quindi non è una persecuzione politica come la minoranza vuol far intendere, buon senso avrebbe voluto, invece, che con un atto di responsabilità verso la carica che ricopre, il Consigliere Clemente per il presunto credito preteso, avesse presentato anche le proprie dimissioni da Consigliere Comunale, sia per i presupposti di legge, che per motivi di opportunità”.
Nel dibattito è intervenuto anche il Consigliere Mauro Clemente il quale rispondendo a Pecorelli ha affermato “che non sussiste alcuna incompatibilità, tutte le osservazioni prodotte non sono state prese in considerazione, l’Amministrazione non ha dato alcun rilievo a quello che ho notificato, mi sono dimesso nel 2006 dal Consiglio di Amministrazione per conflitto di interessi e non perché incompatibile con la carica di Consigliere Comunale come qualcuno oggi vuol far credere.
Nell’atto della maggioranza si riscontra un eccesso di potere, inoltre il Comune – ha sottolineato Clemente – non stà esercitando alcun controllo strategico perché negli anni precedenti non vi era traccia nel bilancio della contabilità della società “Aurora spa”.”
Marinelli ha sottolineato invece “l’ostinazione della maggioranza ad andare avanti, ormai è diventata una questione personale e quindi si tratta di una persecuzione politica, il Comune si stà privando di un Consigliere come Mauro Clemente serio e preparato”.
Ragni è intervenuto più volte nel dibattito chiedendo addirittura una votazione da parte del Consiglio che annullasse gli atti precedentemente assunti nei confronti di Mauro Clemente, proposta messa ai voti e rigettata.
Nicola Ragno e Raffaele Zaffarano chiamati in causa nel dibattito hanno chiesto a Mauro Clemente di fare un passo indietro e quindi ritirare gli atti con cui ha intrapreso questo contenzioso, evitando di votare una decadenza dalla carica di Consigliere Comunale che non piace a nessuno votare.
Anche Antonio Giuffreda, ex capogruppo del Pd (stesso partito di Clemente) nella sostanza ha fatto la stessa proposta ma il Consigliere Mauro Clemente non ha colto l’invito e quindi il dibattito è stato chiuso.
Prima della votazione il Presidente del Consiglio Michele Mascia ha preso la parola ed ha spiegato le ragioni che lo hanno indotto a votare contro la contestazione di incompatibilità lo scorso consiglio comunale.
“Dopo tanti anni di militanza in Forza Italia è venuto il momento di prendere una decisione politica che dia slancio alla mia azione politica in questa maggioranza – ha dichiarato Mascia – da quando sono stato eletto in Forza Italia, molte cose sono cambiate, il partito si è chiuso alla società civile, lacerato da divisioni interne che hanno finito col condizionare la serenità politica di chi invece vuole fare solo gli interessi dei cittadini, quel mio voto contrario espresso è stato un voto di protesta contro Forza Italia che diviso da correnti di pensiero non hanno messo in condizione un consigliere comunale di votare serenamente. Sento che non ci sono più le condizione per rimanere in Forza Italia.” MASCIA, così ha dichiarato: “Il sottoscritto MASCIA Michele nato il 09/03/1958, Consigliere Comunale di questo Comune, comunica con effetto immediato l’adesione al movimento dei Popolari Liberali e quindi comunica altresì di riconoscersi politicamente nella P.D.L. rappresentata in questo Consiglio Comunale dal Consigliere Pasquale Pecorelli ’44.”
Mascia ha ribadito il pieno appoggio al Sindaco Ersilia Nobile e alla maggioranza di governo e nella qualità di Presidente del Consiglio, rappresentante di tutti i Consiglieri Comunali, di maggioranza e di opposizione, si è astenuto dal voto sulla decadenza del Consigliere Mauro Clemente.
Hanno votato favorevolmente 13 Consiglieri della maggioranza, 6 i voti contrari mentre il consigliere Antonio Giuffreda è uscito dall’aula non partecipando al voto.
Ora si terrà a brevissimo tempo un’altra seduta del Consiglio Comunale dove ci sarà la surroga del Consigliere Comunale Clemente, subentrerà poi successivamente il Consigliere Comunale Michele Lapomarda, primo dei non eletti della lista dell’ex Ulivo.


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