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Zapponeta: particolari inquietanti

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Sono cominciati al tribunale di Foggia gli interrogatori delle persone coinvolte nella terribile vicenda di Zapponeta, dove una donna faceva prostituire i suoi due figli durante riti “magici” da lei stessa organizzati. La prima ed essere interrogata e’ stata la madre dei bambini che ha respinto ogni accusa. Secondo la donna le storie delle violenze sessuali possono solo essere frutto della fantasia o della suggestione di qualcuno.
Sentito anche il nipote acquisito della donna, che avrebbe violentato i bambini quando i piccoli avevano 5 e 8 anni.
All’epoca era anch’egli minorenne ed ha subito per questi motivi una condanna a 3 anni di reclusione scontata in una comunita’.
Intanto emergono particolari raccapriccianti sulla vicenda, nella quale e’ coinvolta anche una ragazza, nipote della donna, affidata alla prostituta nel 2002 dal tribunale dei minori.
La zia aveva messo nel giro anche lei.
La faceva prostituire con clienti facoltosi ricavando 200 euro a prestazione ma la vendette per 1500 euro ad un albanese che doveva sposarla per ottenere la cittadinanza italiana.
L’albanese la legava al letto e la violentava.
Un giorno la zia la porto’ nello studio professionale di un uomo politico, ex sindaco, obbligandola ad avere rapporti sessuali.
Il politico in questione non risulta tra gli indagati perche’ la ragazza ha dichiarato di essersi prostituita volontariamente.
Dovevo farlo – ha detto – perche’ non volevo essere di peso a mia zia che mi teneva in casa sua.


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