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“LE TUE SOFFERENZE SONO FINITE”… E LE STIMMATE SPARIRONO

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Sono arrivati in tanti, tantissimi, nella collinare cittadina garganica, seguendo il cuore, sempre vicino a Colui che ne ha guidato l’esistenza e continua a farlo tuttora. Gente comune, gente importante, gruppi di preghiera (moltissimi, anche stranieri, ma non il gruppo di Peschici, che non si sa che fine abbia fatto, “congelato” da un sistema refrigerante che ha tanto il sapore della “ripicca”, per non voler usare un altro termine meno consono al contesto in cui la “sparizione” è avvenuta).
 

E’ arrivato chi crede e chi non crede, perché il carisma è unico. Un carisma sfaccettato, fatto di tenerezze e rudezza, precognizione e bilocazioni, umano e divino, infantilismi e maturità. Un carisma che colpisce anche l’agnostico e lo rende perplesso, pur nella personale certezza che “l’assoluto” non sia indagabile, non-sottoponibile a inchiesta alcuna.

Sono arrivati in tanti, e in tantissimi attendevano la notizia ufficiale di una visita. Infine la notizia è arrivata: il Papa scenderà in Puglia, sul Gargano, e l’anno prossimo salirà (metaforicamente) i tornanti che portano a San Giovanni Rotondo. Quando, non si sa, “ma potete già mettervi in attesa” ha detto ai fedeli il segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, nel corso dell’omelia pronunciata all’interno della celebrazione eucaristica tenuta oggi, 40.mo anniversario del “Beato Transito” di Padre Pio, momento culminante della festa liturgica seguita alla veglia di preghiera notturna modulata con passione fervorosa sul sagrato, occhi fissi al saio indossato da Padre Pio 90 anni fa, quando ricevette le stimmate, e al crocifisso davanti al quale pregava in quel momento.

Una veglia iniziata alle 22 di ieri e terminata nell’ora del trapasso del Padre: 2.30 del 23 , con la testimonianza di padre Pellegrino Funicelli, assistente del frate stimmatizzato negli ultimi anni di vita, mentre il ministro generale dell’ordine dei frati minori cappuccini, fr. Mauro Jöhri, scendeva nella cripta del santuario di Santa Maria delle Grazie a cospargere la tomba d’incenso.

A migliaia hanno seguito sia l’una sia l’altra, riversandosi poi nell’ufficio postale distaccato per suggellare con l’annullo commemorativo la posta indirizzata a chi è rimasto a casa, meno fortunato di loro. Loro che hanno potuto visitare anche la stanza dove si conservano l’epistolario (maggio 1965-aprile 1966), composto da migliaia di lettere, e i paramenti sacri con cui il Santo celebrò l’ultima Messa il 22 settembre di quarant’anni fa, l’ora in cui scomparvero le stimmate, segno divino a significare “le tue sofferenze volgono al termine”.

Piero Giannini


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