The news is by your side.

CONCERTO A BARI / Arriva Vasco Rossi

86

Arriva Vasco, due notti di quelle da segnare in rosso sul calendario per una doppia festa rock senza precedenti da queste parti. Un autentico pellegrinaggio d’amore da tutto il Mezzogiorno, con ogni mezzo – auto, pullman, treno, moto, bicicletta, autostop… – perché non si può mancare l’appuntamento con il Komandante, l’artista che più di ogni altro sente e canta il disagio delle generazioni italiane degli ultimi tre decenni. Esaurita da settimane l’Arena della Vittoria per questa sera, ancora disponibile invece un certo quantitativo di biglietti per domani, ma non saranno meno di 55, forse sessantamila quelli che accorreranno a Bari per le ultime due date al Sud di questo tour 2008 che, partito a maggio da Roma, ha tagliato tutta la penisola facendo segnare l’ennesimo record di biglietti venduti, un tour che marcia a colpi di doppie date (dopo l’Olimpico, San Siro, Ancona, Salerno, Messina, Udine, Bologna e ancora le ultime di Torino) e che ha toccato per l’ennesima volta l’Heineken Jammin’ Fest, a Venezia.

Vasco è a Bari già da qualche giorno, con la band («la più grande rock band mai vista ed ascoltata prima in questo Paese», dice lui con orgoglio, senza nemmeno esagerare) che si prepara all’ennesimo bagno di folla, col chitarrista Stef Burns che domenica suonerà insieme alla Combriccola, la coverband barese fondata dal vocalist Mimmo Bucci tragicamente scomparso nel maggio dello scorso anno travolto da una moto impazzita mentre tornava a casa tranquillo in scooter sul lungomare. In quella circostanza, nella tappa del San Nicola che seguiva poche settimane dopo, quella del record assoluto dei biglietti venduti per un evento musicale in Puglia (oltre sessantamila), Vasco incontrò i genitori e gli amici di Mimmo, che avrebbero dato poi vita, con l’aiuto del Comune, ad un’associazione nel nome del cantante scomparso, e rivelò loro il suo lato più intimo e vero, quello di un artista e di un uomo di straordinaria sensibilità e disponibilità.

Per Vasco, ogni città, ogni regione d’Italia hanno un «quid» particolare. Ma il legame con il pubblico pugliese è sempre stato unico, speciale, dall’inizio. Basta scorrere le tappe delle ormai leggendarie tournée per vedere come Bari (e Lecce in qualche circostanza) non sia praticamente mai mancata dall’elenco. Eccolo, allora, pronto a scendere in campo per quest’ennesimo tuffo tra la sua genete, il suo popolo.

Perché il rock è ancora la musica che più arriva al cuore della gente, che meglio racconta le emozioni, che più unisce generazioni trasversali per ceto sociale, cultura, esperienze?

«Perché il rock è una musica fisica, sensuale e senza mezze misure. Quando poi è accompagnata da testi diretti, sintetici e sinceri, arriva dritta al cuore. La cultura, il ceto sociale, l’età non c’entrano. Quando si tratta di emozioni e di sensazioni l’unica cosa che conta è la sensibilità».

Tu che sai benissimo di essere una sorta di fratello maggiore, in un momento di difficile interpretazione come questo, come vedi il futuro di questi ragazzi che pendono dalle tue labbra? Cosa gli diresti?

«Io li vedo benissimo. I giovani hanno una energia e un entusiasmo che permette loro di superare qualunque difficoltà e qualsiasi ostacolo per realizzare i propri sogni. Il mondo non è mai stato un paradiso e la vita è sempre stata difficile per tutte le generazioni. Il loro futuro dipenderà da loro ma la maggior parte ce la farà. Io da parte mia suggerisco solo di vivere intensamente la vita e di non smettere mai di sognare».

Ma come senti i ragazzi di questa Italia, tu che li vedi davanti a te ai concerti come nessun altro?

«I giovani di questa Italia sono preoccupati per il loro futuro, per il lavoro che scarseggia, per lo sfascio di questo Paese, per tutte le grandi sfide che sanno di dover affrontare quasi in solitudine. Ma sono allegri e pieni di vita. Carichi di illusioni e amore. Le due grandi passioni, le due grandi forze che fanno girare il mondo».

E’ un mondo che nemmeno a te piace più tanto, tanto da raccontare il mondo che vorresti. Come e quanto la musica può aiutare a sopravvivere in un momento come questo?

«La musica è una grande consolazione. Può cambiare l’umore di una giornata. Può aiutare a provare emozioni intense e straordinarie stando seduti senza fare niente. Dà gioia ed elimina la tristezza. Una delle poche cose piacevoli a non aver controindicazioni. A niente»

Ancora a Bari, ancora in Puglia.

«La Puglia è una terra straordinaria per i suoi sapori, i suoi colori, il suo clima (magari non stavolta, ndr) e la sua gente. Bella fisicamente e con una grande e antica cultura che dimostra anche con la sua tradizionale ed affettuosa ospitalità. E non è retorica».

Regalaci un tuo ricordo speciale della Puglia, un’emozione particolare…

«Un’emozione particolare? Non te la posso mica dire… qui!».
FRANCESCO COSTANTINI


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright