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Orsara, per San Michele il concerto dei Matia Bazar

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Festa patronale da sabato 27 a lunedì 29, con musica, arte e fuochi d’artificio. Sarà il concerto dei Matia Bazar, domenica 28 settembre, l’evento clou dei tre giorni della festa patronale a Orsara di Puglia. Le celebrazioni in onore di San Michele Arcangelo, patrono del paese, cominceranno sabato 27 settembre con due iniziative tra arte e fede: : alle 17.30, nell’aula consiliare, si terrà il convegno su “La spiritualità della iconografia bizantina”. Alle 19.30, nella Sala San Francesco di via Sergente Giulio Volpe (n.5), l’apertura della personale di Pietrantonio Fatibene: “Foto-Ikonos: non solo fotografia. La Chiesa Madre di Orsara di Puglia”, con opere originali che fanno scoprire tratti particolari e prospettive inedite del tempio sacro più caro alla comunità orsarese. Fotografie, tele su basi di legno e fogli d’oro, immagini di fede: sono questi gli elementi che compongono il mosaico dell’arte espressa da Pietrantonio Fatibene – artista orsarese e uomo impegnato nelle istituzioni – che sarà protagonista con le sue opere della mostra che resterà aperta fino al 30 settembre.  Domenica, alle 9.30, la statua dell’Arcangelo sarà traslata dalla Chiesa Madre all’Abbazia dell’Annunziata. Alle 21, in Largo Santa Maria della Neve, il concerto dei Matia Bazar organizzato dall’Amministrazione comunale. Lunedì 29, alle 17.30, la tradizionale e suggestiva processione per le vie del paese, mentre alle 20.30, in piazza Municipio, si esibirà il Gran Concerto Musicale Città di Squinzano. Chiusura delle manifestazioni a mezzanotte, con uno spettacolo di fuochi d’artificio. Al culto di San Michele, Orsara di Puglia ha dedicato uno dei complessi abbaziali più importanti della Capitanata.
Imponente e soave, custode della fede cristiana ed esempio del genio dell’architettura sacra: l’ex Abbazia di Sant’Angelo, oggi detta “dell’Annunziata”, è il cuore della festa patronale di Orsara.  Tra le sue mura, ascoltando le voci della storia di questo luogo, si può avvertire ancora l’odore dell’incenso, il canto monodico gregoriano, lo sferragliare delle armature dei monaci-guerrieri di Calatrava, il canto dei pellegrini, la presenza di nobili timorati e di vescovi prepotenti. Il vecchio monastero, l’ospizio per i pellegrini e la chiesa sono le prime e storiche costruzioni che appaiono alla vista di chi raggiunge Orsara dalla strada di Troia. Da lontano, il complesso appare come perfettamente abbracciato dal verde e dagli alberi circostanti. Nel tempo l’Abbazia ha subito trasformazioni, spoliazioni e usurpazioni, ma ha sempre conservato un enorme fascino e oggi continua a custodire opere d’arte e testimonianze della storia di Orsara e della Capitanata.


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