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LA LUNGIMIRANZA DI CARLO NOBILE

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Un uomo che sapeva vedere oltre l’orizzonte ma incrocio’ il “niet” della Regione Puglia. Non si fa che parlare di Sistemi Turistici Locali. Oggi, a distanza di sette anni dalla promulgazione della relativa legge. Ma cinque anni fa, cosa successe?

 

Ogni periodo storico, turisticamente parlando, ha la sua moda. Nella fase che stiamo vivendo la moda si chiama “STL = Sistema Turistico Locale”, un cavallo sul quale in molti stanno puntando. Ma un cavallo ha bisogno di un cavaliere e gli STL di casa nostra l’hanno trovato nell’assessore al Turismo della Provincia di Foggia, Nicola Vascello, che ha riscoperto se non proprio “scoperto” una legge assolutamente non nuova, anzi vecchia di addirittura sette anni: la legge n.135 del 29 marzo 2001.

Una legge quadro individuata anche da un pomposo titolo: “Riforma della legislazione nazionale del turismo”, che forse avrà titillato le antenne di cavalieri moderni, non ricordando che già cinque anni fa, cioè appena un biennio dopo la sua promulgazione, qualcuno aveva già imposto il trotto al cavallo che intendeva con ogni sua energia e determinazione dirigere verso la meta, una meta ben definita, precisa, chiara.

Per avercelo ricordato, ringraziamo personalmente OndaRadio, l’emittente viestana il cui direttore ha conosciuto e apprezzato e affettuosamente stimato quel cavaliere: Carlo Nobile, altra pasta, altra stoffa, ex sindaco della ospitale cittadina garganica, ex assessore e purtroppo ex-tutto, visto che ci ha lasciato prematuramente, lasciando un vuoto nella società garganica che difficilmente potrà essere colmato.

Basta rileggere le sue note per comprendere l’assunto e trovarvi una lungimiranza politica, nel senso vero e pregnante dell’attributo, accompagnata a un tempismo dote di pochi. Seguiamolo attentamente, non prima però di aver definito l’acronimo STL e il significato che la legge gli attribuisce: “Contesto turistico omogeneo o integrato, comprendente ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzato dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate”.

Così recita l’articolo 5 della 135/2001 e così lo commentava – non consentendoci di interromperlo e mai lo faremmo se potessimo – appena due anni dopo Carlo Nobile, primo presidente di uno dei primissimi STL sorti in Italia, il Sistema Turistico Gargano, presentato alla Borsa del turismo di Milano lo stesso anno, il 2003: “Il Gargano non è solo mare e pellegrinaggi, ma garantisce una serie di opportunità alternative per chi vuole trascorrere un soggiorno rilassante. Questo territorio, forse per la prima volta ha scelto di fare gruppo, ma allo stesso tempo punta su diversificazione e qualità dell’offerta. Già da quest’anno inizieremo con ‘Gargano di Primavera’, che altro non è se non l’offerta per un turismo a dimensione naturale, da vivere in tranquillità in strutture convenzionate e a prezzi privilegiati – in ossequio a un senso di ospitalità sempre genuino e ricco di attenzioni per l’ospite – incorniciata in un periodo di eventi culturali e religiosi. Sarà l’offerta rivolta a turisti italiani e stranieri che scelgono di trascorrere il loro soggiorno nel periodo aprile-maggio in alberghi, residence e campeggi appositamente convenzionati, dove godranno di prezzi molto vantaggiosi rispetto ai normali prezzi di listino praticati nel periodo”.

Quale il punto di partenza di Carlo Nobile: l’unione di quindici Comuni garganici, Vieste capocordata, da San Giovanni a San Marco, da  Manfredonia e Mattinata a Peschici Rodi Vico, da Monte e Rignano a Carpino Ischitella Lesina, da Cagnano alle Isole Tremiti, che punta al fine precipuo della creazione e definizione di un rivoluzionario sistema di ospitalità fondato su qualificazione e diversificazione dell’offerta turistica spalmata nell’arco dell’intero anno e non circoscritta alle nicchie della stagionalità e della singola località. E unione fu. E anche gli uomini ci furono, assessori e consiglieri: Di Milo da Peschici, Placentino da San Giovanni Rotondo, Ruo da Carpino, Luigia Totaro da Mattinata, “quota rosa” che non riuscirà ad assumerne la  presidenza per l’anno successivo, il 2004, pur essendo stata già indicata come successore di Nobile. Perché? Cosa accadde?

Gli analisti che hanno vissuto la brevissima storia del Sistema Turistico Gargano individuano le cause del fallimento in pochi ma pesanti parametri: l’aver fatto il passo più lungo della gamba, il non essere riusciti a coinvolgere appieno i privati, l’insolvenza di alcune municipalità che per effetto della solita immancabile crisi economica non pagavano la quota di affiliazione, ma soprattutto, secondo qualcuno, il “rigetto” dell’Ente Regione che vide nel nuovo organismo una minaccia all’integrità del territorio e ne rifiutò il riconoscimento. Fine inevitabile!

Oggi si continua a parlare di “destagionalizzare” e “destagionalizzazione”, e la soluzione ce l’aveva offerta su un vassoio d’argento cinque anni fa lo sfortunato protagonista della nostra Storia recente, un contemporaneo per tutte le stagioni, un uomo che non doveva morire perché sapeva vedere al di là dell’orizzonte.

Piero Giannini 


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