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Puglia, un minore su dieci a rischio alcol

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Iniziano a bere a undici anni. A venti sono dipendenti, a trenta alcolizzati, a quaranta bruciati. In Puglia quasi uno su dieci dei ragazzi fra gli undici e i 18 anni ha un problema con l’alcol. Iniziano a bere a undici anni. A venti sono dipendenti, a trenta alcolizzati, a quaranta bruciati. In Puglia quasi uno su dieci dei ragazzi fra gli undici e i 18 anni ha un problema con l’alcol: il 9,7 per cento della popolazione in quella fascia d’età è un consumatore a rischio.

Le porte degli ospedali in tutta la regione si aprono sempre più spesso a minori di 14 anni ricoverati per diagnosi legate all’alcol, mentre 34mila ragazzi infilano tra i telefonini e gli zaini almeno un bicchiere in compagnia. Senza che nessuno, o quasi, se ne accorga.

Eppure sono tanti, più che nel resto d’Italia. La media nazionale di consumatori a rischio sotto i 18 anni è del 7,3 per cento: oltre 2,5 punti in meno rispetto all’impennata pugliese. L’allarme emerge attraverso i dati anticipati a Bari dall’Osservatorio nazionale alcol all’Istituto superiore di sanità.

«Il numero dei nuovi consumatori aumenta in tutta la regione e si abbassa l’età in cui si inizia a bere» fotografa Emanuele Scafato, direttore dell’osservatorio, scorrendo i dati che presenterà ufficialmente nella prima conferenza nazionale sull’alcol il 20 e 21 ottobre a Roma. «La Puglia ha una prevalenza di minori a rischio molto al di sopra della media: fra le regioni del Sud la percentuale è superiore a quella della Campania e solo lievemente inferiore a quella della Basilicata. Nella regione è da considerare a rischio in totale il 23,5 per cento della popolazione maschile e il 4,5 per cento della femminile, ma il dato che allarma è soprattutto l’aumento del consumo di alcol giovanile, con i fuori pasto e gli abusi concentrati in una singola occasione: il "binge drinking"».


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