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Avvistate 2 balene al largo di Bari. L’esperto: è un evento assai raro

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Incontro meraviglioso per sette diportisti baresi che, ieri mattina, erano usciti in barca con l’intenzione di dar la caccia ai tonni. «Verso le 9-9,30 sono emerse due splendide balene, una cosa incredibile, un’emozione indescrivibile. Non avremmo mai immaginato di vederne in Adriatico», dice Nicola Muciaccia. «Eravamo a circa 30 miglia dalla costa, tra Mola di Bari e Polignano, andavano verso nord – continua il barese noto per la sua passione per il mare e presidente del Circolo canottieri Barion del capoluogo – Erano due, sicuramente una coppia. Una è sparita e l’altra è rimasta a galla, simpaticamente, così abbiamo potuto giocare con lei per oltre un’ora… che poi giocarci si fa per dire, nel senso che ci siamo sempre tenuti a debita distanza, ovviamente. Eppoi le abbiamo avvistate dinuovo verso le 14,30, sempre in direzione nord e a poca distanza dalla posizione del primo avvistamento».

Di che specie erano? «Non lo so dire, non mi era mai capitato prima un incontro del genere – dice Muciaccia – Avevano la testa tonda, quindi o si tratta di capodogli o proprio di balene. Avevano una lunghezza di circa 15 metri».
«E’ una vita che vado in mare – conclude Muciaccia – ed è la prima volta per me. Mai avrei immaginato di vederle nell’Adriatico. Chissà forse sono qui a causa di un cambiamento di clima o si sono smarrite. Comunque abbiamo avvisato la Capitaneria di porto. Non abbiamo visto manco l’ombra di un tonno oggi ma l’emozione provata ci ripaga ampiamente».

L’ESPERTO: AVVISTAMENTI MOLTO RARI
La coppia di «giganti del mare», quindi, sta forse risalendo il Mare Adriatico. I precedenti più recenti risalgono ad alcuni anni fa: nel 2000 e nel 2001, al largo di Rimini, fu avvistata una giovane balenottera. Ma, come spiega Marco Affronte (biologo marino e responsabile scientifico della Fondazione Cetacea onlus di Riccione), «si tratta di una presenza piuttosto rara perché l’Adriatico non è habitat ideale per animali di grandi dimensioni. Tanto che, nella Storia, è stata avvistata soltanto una volta una megattera. Infatti, se al largo della Puglia i fondali arrivano a mille metri, dopo Pescara i fondali non superano i cento metri».

Quindi l’Adriatico non è loro congeniale ma, dice Affronte, «a volte vi si avventurano a caccia di cibo o, che è peggio, quando perdono l’orientamento». Questo Mare rappresenta qualche pericolo specifico per i grossi cetacei? «Certamente c’è un traffico navale molto inteso – sottolinea l’esperto – e una delle principali cause di morte è proprio la collisione che può provocare loro ferite profonde; eppoi c’è la questione dell’orientamento. L’ultima balenottera è stata avvistata lo scorso novembre vicino Ancona. Era lunga 17 metri ed era spiaggiata, era morta».

BALENA O CAPODOGLIO?
«Guardando la foto scattata dai diportisti baresi – dice il biologo marino della Fondazione – posso dire con certezza che si tratta di un grosso cetaceo ma, siccome non si vedono i lombi, non posso sciogliere le riserve circa il fatto che si tratti di balena o capodoglio. In ogni caso, si tratta di presenze rare nel nostro Mare».

«Per le prossime volte – conclude Affronte – consiglierei di fare attenzione alla pinna dorsale. Se hanno la pinna dorsale si tratta di una balena, altrimenti di un capodoglio».

La balenottera comune è il secondo animale del pianeta per dimensioni, dopo la balenottera azzurra, ed è considerata in via di estinzione. Soffia tipicamente da 2 a 5 volte, a intervalli di 10 o 20 secondi, prima di immergersi per 5-15 minuti (anche se può restare immersa più a lungo).

Il capodoglio (il protagonista di Moby-Dick di Hermann Melville), invece, è il più grande animale vivente munito di denti (misura fino a 18 metri di lunghezza) ed è un campione dell’immersione: fino a due ore, a due miglia di profondità, con un singolo respiro.


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