The news is by your side.

Nello Biscotti: “I prodotti tipici del Gargano spariranno”

17

Mentre era in corso un convegno sul tema “Gestione sostenibile dei boschi in area mediterranea” per una due giorni a tema tra Monte Sant’Angelo e Peschici, Nello Biscotti dell’Associazione Nazionale Botanici a l’Attacco lancia un violentissimo j’accuse sulla retorica del marketing territoriale. Che non salva nessuno. “Questi incontri non servono a niente”. Per lo studioso, che è anche componente del gruppo di ricerca dell’università delle Marche Italia Nostra “si parla e si parla ma non si arriva a nulla”. E spiega perché: “Noi continuiamo a proporci affinchè il verde venga gestito. La natura non può più farcela da sola. Sul Gargano il problema della rinaturazione è palese. Con l’abbandono delle campagne si stanno avendo delle conseguenze disastrose. Se smetti di arare si forma una massa vegetale che noi chiamiamo “pioniera”, che crea un maggior rischio incendi perché la massa che si crea è altamente infiammabile. Le aree che prima erano adibite a pascoli oggi si strutturano in macchie. Ma ora – ammonisce Biscotti -, diminuisce il bestiame, spariscono i contadini e intanto le superfici non boscate bruciano”. Lo studioso ritiene sia a rischio la biodiversità, consistente in tutte le forme, animali o vegetali, geneticamente dissimili presenti sulla terra e degli ecosistemi ad essi correlati. Quindi biodiversità implica tutta la variabilità genetica e eco sistemica. “Nonostante l’Unione Europea ci imponga di mantenere la biodiversità, non ci riusciamo. Molti non sanno nemmeno che l’80% del territorio del Gargano è area protetta. Ed è per tutta questa serie di ragioni che dico che tutti questi convegni non servono proprio a niente. Dal Molise in su è già diverso”. Ma il discorso è molto più ampio. Parlare di rimboschimento, prati, boschi e del pericolo incendi non serve a nulla se viene meno il sostegno all’agricoltura. “L’attività agricola è l’unica ad essere produttiva nel territorio ma nessuno vuole fare più questo mestiere. E cosa succederà? Che fine faranno paesi come Carpino, Vico, Peschici, Monte che da sempre vivono di agricoltura? E’ l’unica attività che produce reddito qui nel Gargano. Quale futuro può avere il territorio se i politici locali non fanno nulla per incentivare i giovani e non solo loro, ad entrare nel mondo dell’agricoltura?”. Biscotti intende sensibilizzare le amministrazioni locali ha fare tutto il possibile per evitare la morte, che pare certa, del settore anche perché, dice: “Tra dieci anni i prodotti tipici saranno spariti. Oggi i politici si riempiono tanto la bocca con questi prodotti tipici ma non sanno che li stanno perdendo. Questo proprio perché non c’è più nessuno che vuole lavorare la terra né valorizzarla”. Nonostante le parole di Biscotti, che intendono, come da lui spiegato, “sensibilizzare politici e opinione pubblica ad intervenire sul tema”, la due giorni con la “Gestione sostenibile dei boschi in area mediterranea” è andata in scena tra Monte Sant’Angelo e Peschici, nelle giornata di giovedì 9 e venerdì 10 ottobre. Nel mirino una serie di risultati dei diradamenti sperimentali in pinete d’Aleppo dopo i primi 30 anni di osservazioni, ma anche di opzioni colturali in fustaie di cerro in seguito a 20 anni di osservazioni. Convegno patrocinato da Ente Parco, Università degli Studi di Firenze, Regione Puglia, Provincia di Foggia. La due giorni è partita giovedì 9 ottobre alle ore 8,00 dalla sede del Municipio di Monte Sant’Angelo per i campi sperimentali ubicati in località Bosco Quarto dove sono state tenute le relazioni di alcuni esperti. L’esordio è stato affidato a Orazio La Marca dell’Università di Firenze, poi a seguire gli altri interventi. Venerdì 10 ottobre la comitiva si è spostata nei campi sperimentali ubicati in località Baia delle Zagare in territorio di Mattinata. Ed infine nelle pinete di Peschici attraversate dal fuoco nell’estate del 2007. Dopo il tragico incendio del 24 luglio 2007 Biscotti disse: “La catastrofe di Peschici può insegnarci a ridisegnare il nostro rapporto con lo straordinario paesaggio costiero del Gargano, sul quale si regge l’industria turistica. Un disegno che deve poggiare su principi scientifici. La scienza della vegetazione può dirci molto anche in merito agli incendi e aiutarci ad affrontarli e a gestirli”. L’area garganica infatti, può prestarsi come esperimento pilota a carattere nazionale per un nuova programmazione del verde, che si rivolga cioè alla pianificazione del territorio tutto e delle aree naturali in particolare, secondo logiche di rispetto della salvaguardia della vita umana, degli ambiti naturali e delle economie locali che incidono su detti territori. Ma chi, oggi, pensa davvero al verde?
Francesco Pesante
L’Attacco


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright