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Aiuti alle banche; chi aiuta le famiglie?

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Tutti corrono in aiuto delle banche dentro una tempesta finanziaria, causa di quella finanza creativa e liberista di cui il nostro Premier Berlusconi, antistatalista per eccellenza, è apostolo fedele. C’è una gara lodevole che vede tutti insieme appassionatamente: Fondo Mondiale; Banche Centrali; Governi; Confindustria affannarsi intorno alle banche in difficoltà per colmare una voragine di liquidità causata, in gran parte, da scelte sbagliate, errori di valutazione, manager voraci ed incapaci, furbetti di ogni risma e tacca. Questi da tempo hanno scambiato il senso dell’economia reale, quella basata sul lavoro e sulla produzione di beni e servizi, per tuffarsi sulle speculazioni e su l’andamento dei titoli di borsa. Il solito Berlusconi ha appena dichiarato che questa tempesta non avrà riflessi sulla economia reale, cioè sulle famiglie; fra poco questa dichiarazione la correggerà, poi dirà che i giornalisti non hanno capito il suo pensiero, poi dirà che non ha mai pronunciato questa cosa.
Dentro questa tempesta ci sono anche le famiglie, ma nessuno si preoccupa di salvaguardarle dagli effetti del disastro bancario. Il Codacons ha calcolato che, la combinazione del crac finanziario sommato all’inflazione sul potere d’acquisto delle famiglie, produrrà una maggiore spesa di oltre 600 euro in una famiglia media di 4 parsone.  Dietro questa notizia vi è una buona: alcuni forni di Vico del Gargano hanno ribassato i prezzi del pane portandolo ad 1 euro al Kg. Chi vuol essere lieto, sia: del doman non c’è certezza, dice il poeta. Questi sperava almeno nel vino novello.

Michele Angelicchio


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