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Riceviamo e Pubblichiamo: Il centro cittadino viestano è sempre più invivibile

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Siamo dei cittadini (residenti, artigiani, piccoli commercianti, associazioni, etc) che si sono ritrovati a condividere gli stessi disagi, veramente insopportabili, derivati dalla gestione (il suo uso e abuso) del suolo pubblico di Vieste. Vorremmo parlare del problema senza cadere nella polemica e pregandoLa di non voler ridurre la nostra protesta alla lotta fra chi vuole e chi non vuole a Vieste i tavolini, al conflitto fra chi abita e chi lavora nel centro viestano.
Vogliamo, invece, denunciare la crescente riduzione del diritto a vivere la città in modo pacifico e dignitoso, in conseguenza del modo in cui si sta gestendo l’utilizzo degli spazi comuni (strade, piazze, marciapiedi, edifici di pubblico interesse).
Assistiamo in particolare all’occupazione abusiva del suolo pubblico, all’indifferenza delle istituzioni e di chi nella nostra città dovrebbe controllare e sanzionare, con l’esaltazione di attività (pizzerie, bar ristoranti ecc.) che diventano esageratamente presenti e prepotenti nei mesi estivi a discapito del diritto alla sua fruizione da parte di tutti, ognuno con le proprie esigenze (anziani, giovani, bambini, disabili, ecc).
Il progetto di trasformazione del centro cittadino solo ed esclusivamente in un polo commerciale e turistico non può convivere con un’ idea dl città e qualità della vita che dovrebbe contenere altri valori, e non crediamo che un “Villaggio Turistico Totale” possa garantire diritti quali salvaguardia della incolumità pubblica e privata, per il traffico, il decoro della città, la pubblica igiene e tutelare il rispetto della quiete pubblica e dell’altrui persona.
Questa situazione sta portando all’imbarbarimento dei rapporti e l’abuso sta diventando la norma. E le molte richieste alle autorità competenti rimangono senza risposte adeguate. Basti pensare che chi dovrebbe garantire la vigilanza, non redige multe per occupazione abusiva di suolo pubblico, per non innescare la regolarizzazione forzata di tutte le altre attività non in regola.
Pensiamo che la situazione sia giunta ad un punto critico, e denunciamo perciò con viva forza l’incompatibilità fra la direzione in cui sta andando l’organizzazione di certe attività nel centro cittadino, e la sopravvivenza della gente residente che vive nella città.
Chiediamo dunque interventi efficaci e urgenti, di modifica sostanziale delle decisioni sulle occupazioni abusive di spazio pubblico nel centro della città, nonché la messa a punto di un programma a difesa della residenza.
Perché alla richiesta di un cittadino alla fruizione di un marciapiedi o, ancora peggio, di una strada occupata da sedie e tavolini o da macchine in divieto di sosta (es. Via Giovanni XXIII, Corso Lorenzo Fazzini, Corso Cesare Battisti, Viale XXIV Maggio, Via 5. Maria di Merino ecc,) l’Agente di Polizia Municipale risponde che il cittadino non è il suo comandante (meno male) e che verrà presa in considerazione dopo accurate verifiche. E puntualmente cosa fa? Se ne va. La macchina rimane in divieto di sosta, le sedie e i tavolini occupano l’intero marciapiede e parte della strada, e il disabile o la mamma col passeggino devono camminare sulla strada. Per non parlare delle macchine parcheggiate da entrambe le uscite di una strada che dovrebbe essere aperta alla viabilità (via VI Novembre) –
Si vedono gli Agenti di Polizia Municipale che nella stessa via (Via Giovanni XXIII, Via XXIV Maggio ecc.) verificano e sanzionano macchine di residenti prive di contrassegno parcheggiate negli spazi con strisce gialle, mentre non verificano e sanzionano macchine in divieto di sosta.
Restiamo in attesa di una Sua pubblica dichiarazione e, comunque, di un Suo impegno in tal senso.
Non ne possiamo più, veramente.
Cordiali auguri di buon lavoro

Cittadini Viestani
Artigiani
Piccoli commercianti

(La lettera è stata spedita al sindaco, di Vieste e al comandante della Polizia Municipale)

Cari Lettori,

grazie per la fiducia ma non crediamo che la semplice pubblicazione della Vostra lettera possa risolvere il problema. Né lo scarica barile. Il tema cruciale che tutti (nessuno escluso) abbiamo di fronte non è quello di porre limiti allo sviluppo, ma di far crescere la consapevolezza che vi è un limite, oltrepassato il quale ogni possibilità di sviluppo per Vieste e dunque per noi tutti è irrimediabilmente compromesso. Abbiamo smarrito il senso della “comunità” per questo tutto ci riesce così difficile. Lo capiremo? Quando lo capiremo? …. Pensate veramente che sia una semplice questione di controlli?…
OK, mettiamo di guardia un vigile ad ogni viestano poi ne parliamo…..

n.


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