The news is by your side.

Partita la discussione sull’Organismo Intermedio di “Capitanata 2020”

19

Ieri l’Assemblea del Partenariato ha discusso il quadro sinottico delle progettualità. La Cabina di Regia del Piano strategico di area vasta “Capitanata 2020” ha avviato, questa mattina, l’approfondimento relativo alla costituzione dell’Organismo Intermedio che dovrà gestire il Piano strategico una volta concluso il terzo sottoprocesso in corso, che è finalizzato a individuare i diversi “portafogli” del parco-progetti approvato.
È un argomento delicato perché si tratta di rendere concreta l’ambizione, che si è manifestata durante il processo di pianificazione strategica fin qui attivato, di rendere efficiente il ciclo della spesa innescato dai fondi 2007-2013, organizzare processi di governo partecipato e condiviso, costruire una struttura snella e non dispendiosa che lavori a servizio e sotto la vigilanza delle istituzioni rappresentative delle diverse comunità locali coinvolte dal Piano.

La Cabina di Regia ha condiviso le seguenti indicazioni:
a) deve essere assicurata la matrice pubblico-istituzionale dell’organismo intermedio;
b) devono precisarsi le materie, devolute parzialmente dalle istituzioni associate al Piano, sulle quali l’Organismo dovrà agire;
c) l’Organismo deve prioritariamente darsi una struttura in grado di assolvere alla complessa funzione di rendicontazione;
d) l’Organismo deve proiettarsi, vista le necessità connesse al reperimento delle risorse, in un’attività di preparazione dei diversi tavoli negoziali istituzionali e di attrazione di grandi investitori privati, a servizio della programmazione di area vasta.

In questo senso, molto utili sono stati gli elementi emersi nel corso dell’Assemblea del Partenariato economico-sociale svoltasi ieri mattina, che ha esaminato l’articolazione del quadro sinottico delle progettualità del Piano.
Tanto Giovanni Cera (Confederazione Italiana Agricoltori), che Giuliano Volpe (rettore dell’Università degli Studi di Foggia), che Nicola Biscotti (Patto di Foggia e presidente di Ofanto Sviluppo, società di gestione dell’Interporto) hanno infatti sottolineato l’esigenza di sviluppare le «connessioni interregionali e internazionali e di rapportarsi alle scelte, in materia di logistica e di porti, fatte da altre regioni», di «individuare interlocutori internazionali nell’area balcanica e mediterranea», di «aprirsi, specie per la logistica, ai sistemi esterni alla provincia di Foggia».
Gli stessi componenti dell’Assemblea, assieme a Franco Granata (CAT Confesercenti), hanno altresì posto in evidenza l’importanza di organizzare un’attività per definire un quadro delle priorità su base negoziale, a livello nazionale e regionale, vista l’evidente insufficienza del ciclo decennale per realizzare tutti i progetti e attrarre le risorse collegate.
Sempre Granata ha, nello specifico, evidenziato la necessità di non creare altre strutture di governo che generino sovrapposizioni o espropriazioni di competenze.

Altre indicazioni emerse nel corso dell’Assemblea hanno riguardato:
– la richiesta di Antonio Trombetta (presidente provinciale della Confederazione Nazionale degli Artigiani) di elevare la proposta progettuale legata al CIAF di Foggia al rango di progetto strategico di qualità, «dato il grado di innovazione legato alle aree ecologicamente attrezzate espressamente previste nel FESR Misura 6.2»;
– il coinvolgimento delle competenze universitarie sulla dimensione dell’innovazione e l’assegnazione di priorità ai settori dell’agro-alimentare, del turismo culturale, paesaggistico, ambientale ed eno-gastronomico, espresse dal rettore Volpe che ha anche chiarito l’attualità di un coinvolgimento di soggetti privati nel progetto di realizzazione della Cittadella della Ricerca e dell’Innovazione;
– l’approccio di politica industriale che deve essere finalizzato a realizzare una rete unitaria di aree ASI e aree PIP, la necessità di sviluppare investimenti per la trasformazione dei prodotti e l’opportunità di creare un distretto della pietra ad Apricena, espressi da Nicola Biscotti;
– la necessità di concentrarsi sulla programmazione di infrastrutture utili, espressa da Sante Ruggero a nome di UIL, CGIL e CISL;
– la disponibilità a sostenere le scelte di sviluppo individuate dal Piano, espressa dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali.

L’Organismo Intermedio
Ai sensi del nuovo Regolamento generale n. 1083 del Consiglio dell’11 Luglio 2006, l’Organismo Intermedio è un soggetto designato “per svolgere una parte o la totalità dei compiti dell’Autorità di gestione o di certificazione dei Programmi Operativi, sotto la responsabilità di detta Autorità” (cfr. art. 59, punto 2), previo accertamento del possesso dei requisiti occorrenti per lo svolgimento delle
funzioni di gestione e controllo di cui agli artt. 59, 60 e 61 del Regolamento Generale”.
Il Regolamento n. 1083 del 2006 è il regolamento quadro che disciplina il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale Europeo (FSE) ed il Fondo di Coesione al fine di rafforzare la coesione e di ridurre la differenza di sviluppo tra le regioni. In particolare fornisce disposizioni relative al campo di applicazione, agli obiettivi ed alle missioni, ai criteri di ammissibilità per gli Stati membri e le regioni a seconda degli obiettivi da perseguire. Sono indicati, inoltre, i principi ed i livelli di intervento nonché le norme in materia di partenariato, programmazione, valutazione, sistemi di gestione e di controllo finanziario.


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright