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Giunta Puglia su stato crisi idrica e magistrato acque

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La Puglia chiede aiuto al governo Berlusconi per fronteggiare l’emergenza siccita’.
La giunta regionale ha inoltrato la richiesta dello stato di crisi e di un assegno da quasi 190 milioni di euro. 40 milioni serviranno a tamponare la scarsita’ di acqua, impiantando idrovore negli invasi all’asciutto e una porta di captazione sul sarmento. Altri 150 splamati su progetti di medio-lungo periodo, tra cui gli imporatanti dissalatori.
Durante la seduta l’assessore Introna ha relazionato sullo stato degli invasi e l’esecutivo ha detto si al magistrato delle acque, la cabina di regia regionale che mettera’ ordine tra soggetti e settori del comparto idrico.
Il quadro e’ preoccupante.
I serbatoi del Sinni e del Locone a secco.
Colpa della bolla di alta pressione che avvolge la Puglia e non solo.
Se non piove nei prossimi due mesi l’acqua potabile si ridurra’ del 30% passando da quasi 18 mila litri al secondo a 12.600.
Nella stessa situazione sono anche Basilicata, Molise e Campania e le stesse regioni del nord risentono della crisi del Po.
La Regione, spiega il governatore Vendola, ha risvegliato la bella addormentata che era l’Acquedotto Pugliese, riattivato i pozzi e creato la nuova struttura di governance delle risorse idriche.
"Si chide al governo di intervenire in questo stato d’emergenza – ha dichiarato il governatore Vendola – anche in deroga alle norme nazionali.
Inoltre abbiamo installato 40 affinatori per sottrarre risorse del potabile in favore dell’agricoltura".


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