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Emergenza rifiuti: 14 camion bloccati a Cerignola

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Si complica la vicenda legata all’emergenza rifiuti in Capitana, scattata dopo il sequestro preventivo della discarica di Passo Breccioso. L’accordo che fino ieri alle 22 veniva dato per raggiunto tra Amica e l’Agecos, è saltato. La ditta di Rocco Bonassisa, che all’indomani dell’incendio dell’estate 2007, realizzò una discarica di soccorso adiacente a quella preesistente, ha fatto marcia indietro, impedendo così lo smaltimento dei rifiuti foggiani in quel sito.  Intanto sempre nella serata di ieri la provincia di Foggia ha firmato un’ordinanza con la quale si stabilisce che i rifiuti dei comuni di Foggia, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo e Zapponeta confluiscano nella discarica di Cerignola. Sembrava dunque che l’emergenza fosse stata scongiurata. Ma stamattina il primo intoppo, quando ai 14 camion carichi di rifiuti, 12 provenienti dal Capoluogo Dauno, uno da San Giovanni Rotondo e uno da Manfredonia, è stato impedito l’accesso nel sito del centro ofantino. Questo perchè privi di autorizzazione regionale. "Abbiamo specifici limiti da parte della Regione, che ci impone di far convergere in maniera graduale i rifiuti nel nostro impianto di biostabilizzazione – ha detto il sindaco di Cerignola Matteo Valentino. L’ordinanza provinciale, ricevuta ieri sera a mezzo fax l’abbiamo girata alla Regione, ed ora aspettiamo direttive. Tra l’altro – ha proseguito Valentino – abbiamo difficoltà oggettive a riattivare il servizio poichè siamo ancora in attesa della riscossione di 1,850 milioni di euro dal Comune di Foggia e dalla società Amica. Per questo prima di accogliere nuovi rifiuti attendiamo garanzie, dopodicchè – ha chiosato Valentino – saremo pronti ad aprire i cancelli" . Sul fronte giudiziario questa mattina il legale di Amica l’avvocato Vittorio Gentile ha presentato al Gip del Tribunale di Foggia, Rita Curci, una memoria contenete tutta la documentazione dalla quale risulterebbe che la discarica, ritenuta dai carabinieri del Noe di Bari, dismessa sarebbe regolarmente autorizzata da un provvedimento regionale del 2008. Ora il Giudice per le indagini preliminari ha 10 giorni di tempo per decidere se convalidare il sequestro.


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