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Peschici/ “Noi vogliamo solo la nuova scuola Fazzini”

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Non abbiamo nessuna voglia di polemizzare, al contrario, nostro unico interesse è vedere realizzata, il più presto possibile, la sede dell’Istituto polivalente “Fazzini” per consentire ai nostri ragazzi di poter essere, dopo oltre un decennio, ospitati in una struttura degna di questo nome e non continuare a tracorrere la giornata scolastica in scantinati”. il sindaco di Peschici, Domenico Vecera, taglia corto e guarda avanti, sottolineando che “Quanto il Consiglio comunale ha approvato nell’ultima seduta altro non è che il progetto di costruzione dell’edificio. Se, poi, nel corso del dibattito sono state sottolineate alcune situazioni da parte dei consiglieri di maggioranza e minoranza, tutto questo fa parte ella dialettica politica che non ha nulla a che vedere con il volersi porre di traverso nei riguardi di una istituzione, qual è ente parco, che, indiscutibilmente, rappresenta per il territorio garganico una risorsa”. Il commento del primo cittadino alle dichiarazioni del presidente dell’ente parco, Giandiego Gatta, il quale si era detto stupefatto dalle dichiarazioni di alcuni consiglieri comunali, i quali avevano puntato l’indice contro la dirigenza del parco denunciando “l’inadeguatezza dell’Ente sulle questioni riguardanti Peschici e il suo territorio, tant’è che non ha creato lavoro, non ha vigilato sulla salvaguardia dei boschi e delle coste, non si esprime a tutela, ma ostacolando lo sviluppo del territorio”.
Il presidente Gatta, da parte sua, aveva giudicato “irresponsabili le minacce del Comune di Peschici (“La scuola si deve fare. Se veniamo fermati blocchiamo il paese”) tendenti a screditare il Parco Nazionale del Gargano, che va ricordato per quanto ha fatto per questo paese”.
La posizione dell’ente parco è stata spiegata dallo stesso presidente, ricordando che “Siamo ancora in attesa dell’autorevole risposta dell’Avvocatura distrettuale di Bari, alla quale ci siamo rivolti per avere un parere circa il nostro atto di diniego per la costruzione dell’edificio scolastico in quella zona”. Gatta, che si era detto stupefatto
di quanto detto in Consiglio, aveva anche sottolineato che il “Parco chiede solo il rispetto della legge e per tutta risposta il Comune fa sapere invece di voler sbattere la porta. Temo che qualcuno, per altri motivi, voglia strumentalizzare la vicenda soffiando sul fuoco”. Il sito scelto dall’amministrazione comunale – hanno spiegato i tecnici dell’ente parco – “è stato attraversato dal fuoco nel corso dell’incendio del 24 luglio 2007 e, pertanto, è vincolato per almeno 15 anni alla stessa tipizzazione antecedente alla data dell’incendio ovvero ad area pinetata. Ragion per cui l’Ente l’ha fatto presente al Comune che occorrerebbe effettuare una variante urbanistica per passare da “area a pineta ad area a servizi. Ma questo, si badi bene, si potrebbe fare trascorsi però 15 anni, e comunque, i divieti imposti riguardano tutte le aree, non solo quelle all’interno dell’area protetta”. Per il sindaco non ci sono elementi di frattura, tant’è che ritiene di incontrare, quanto prima, il presidente Gatta e la struttura tecnica per condividere un percorso comune al fine di trovare una soluzione che non leda gli interessi di nessuno.
Francesco Mastropaolo


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