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Cresce il popolo dei «pagherò». Puglia oltre la media

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Aumenta il numero di cambiali e assegni protestati in Italia, toccando quota 25 ogni mille abitanti per un importo medio di 2.620 euro. La capitale è in testa alla graduatoria dei «pagherò» non onorati, con il numero di protesti che arriva a 48,4 ogni mille abitanti.

Sono questi alcuni dei risultati ottenuti nell’ultima indagine condotta dall’uf ficio studi della Cgia di Mestre sulla situazione dei protesti in Italia. Dal 2000 al 2007 il numero di protesti in Italia è aumentato del 9,2%. Al Centro Sud le situazioni più gravi, con Roma in testa alla graduatoria dei «pagherò», seguita da Crotone (46, 1 protesti ogni 1.000 abitanti), Ragusa e Salerno (45, 9), Benevento (43) e Frosinone (42, 3). Unica eccezione al Nord è rappresentata da Milano, dove il numero di mancati pagamenti la colloca vicino al podio (precisamente al 5° posto) con 43, 7 protesti ogni 1.000 abitanti.

«La poca onorabilità di molti operatori economici o di semplici cittadini presenti in alcune aree del Paese – commenta il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – sono il segnale di poca onestà e correttezza economica, ma anche dell’avvento della crisi». Ritornando ai dati emerge una classifica che divide la penisola: le difficoltà sono maggiormente diffuse al Centro e al Sud. Mentre al Nord, e soprattutto al Nordest, la situazione è nettamente diversa. A cominciare da Belluno dove il numero di protesti per mille abitanti arriva appena a 3,9 e la relega come realtà provinciale meno investita a livello nazionale da questo fenomeno. Segue Trento con 4,8, Bolzano con 5,1, Sondrio con 5,4, Venezia con 6, 5, Udine con 7, 5 . Altrettanto interessante nel prezioso osservatorio organizzato dagli esperti dell’ufficio studi della Cgia di Mestre è il microcosmo che emerge sugli importi medi dei protesti . E la geografia delle classifiche cambia. A tirare le fila c’è la provincia di Teramo dove l’importo medio per protesto arriva ai 4.711 euro. Seconda Oristano (4.407 euro), terza Treviso (4.082 euro) e quarta Piacenza (4.040 euro). L’importo medio più basso invece viene rilevato a Belluno (1.508 euro), preceduto da Imperia (1.533 euro), da Verbanio- Cusio- Ossola (1.551 euro), Asti (1.554 euro) e Biella (1.585 euro).

A guidare la classifica pugliese è Lecce, con 36,5 protesti ogni mille abitanti per un importo medio di 1.747 euro, ma con una media in calo nel 2007 rispetto al 2000 (-3,3%). Segue Brindisi, con 34,8 protesti di 1.699 euro in media, in calo del 9,2%. Quindi Taranto con 32 protesti ogni mille abitanti, in media di importo più elevato (1.927 euro) e con un aumento rispetto al 2000 – si pensi al crac del Comune – dell’11,5%. Subito dopo troviamo Bari, con 30,7 «pagherò» ogni mille abitanti, di importo medio per 2.045 euro e in calo del 2,7% rispetto al 2000. Ultima Foggia, con 29,7 protesti ogni mille, ma in media di importo elevato (2.276 euro) e un aumento del 14% in 7 anni.


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